O fortunam longe disparem, M. Fontei, si deligere potuisses ut potius telis tibi Gallorum quam periuriis intereundum esset! Tum enim vitae socia virtus, mortis comes gloria fuisset; nunc vero qui est dolor victoriae te atque imperi poenas ad eorum arbitrium sufferre qui aut victi armis sunt aut invitissimi paruerunt! A quo periculo defendite, iudices, civem fortem atque innocentem; curate ut nostris testibus plus quam alienigenis credidisse videamini, plus saluti civium quam hostium libidini consuluisse, graviorem duxisse eius obsecrationem quae vestris sacris praesit quam eorum audaciam qui cum omnium sacris delubrisque bella gesserunt. Postremo prospicite, iudices, id quod ad dignitatem populi Romani maxime pertinet, ut plus apud vos preces virginis Vestalis quam minae Gallorum valuisse videantu

O fortuna di Manio Fronteio molto dissimile, se tu avessi potuto eleggere di più piuttosto che morire per le armi che per gli spergiuri dei Galli! Allora della vita ti sarebbe stata compagna la virtù e compagna della morte la gloria: ora quel dolore è il tuo di dover patire le pene della tua vittoria e del tuo imperio ed arbitrio di coloro che furono da te vinti con le armi e costretti ad obbedirti? Da quel pericolo, difendete o giudici un valoroso ed innocente cittadino: provvedete di far che sembi di aver pià creduto alle deposizioni dei nostri che a quelle degli stranieri di aver avuto più riguardo per la salute dei cittadini che alla malvagia volontà dei nemici di aver reputate più gravi le preghiere di colui che è posto alla cura delle vostre sacre amministrazioni, che l'audacia di coloro che a tutte le vostre cerimonie e templi guerreggiarono. Finalmente giudici abbiate considerazione per quello che più alla dignità del popolo romano appartiene, in modo che egli veda, che presso di voi abbiano avuto maggior forza le preghiere di una vergine vestale che le minacce dei galli