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Μάλιστα μὲν εὐλαβοῦ τὰς ἐν τοῖς πότοις συνουσίας· ἐὰν δέ ποτέ σοι συμπέσῃ καιρὸς, ἐξανίστασο πρὸ μέθης. Ὅταν γὰρ ὁ νοῦς διαφθαρῇ ὑπ' οἴνου, ταὐτὰ πάσχει τοῖς ἅρμασι τοῖς τοὺς ἡνιόχους ἀποβαλοῦσιν· ἐκεῖνά τε γὰρ ἀτάκτως φέρεται ὴ ψυχὴ πολλὰ σφάλλεται, διαφθαρείσης τῆς διανοίας. Ἀθάνατα μὲν φρόνει διότι μεγαλόψυχος εἶ, θνητὰ δὲ διότι συμμέτρως τῶν ὑπαρχόντων ἀπολαύεις. Ἡγοῦ τὴν παιδείαν εἶναι μεῖζον ἀγαθὸν τῆς ἀπαιδευσίας* ὴ δ’ ἀπαιδευσία προσζημοῖ τοὺς ἔχοντας. Οὓς ἂν βούλῃ ποιήσασθαι φίλους, περὶ αὐτῶν ἀγαθόν τι λέγε πρὸς τοὺς ἀπαγγέλλοντας· ἀρχὴ γὰρ φιλίας μὲν ἔπαινος, ἔχθρας δὲ ψόγος.
Fuggi soprattutto le compagnie con i bevitori; e, se mai ti si verifichi la circostanza, parti prima dell'ubriachezza. Perché quando l'anima è alterata dal vino, accade lo stessa cosa di quei carri che hanno perso i guidatori. Infatti l’anima guida quelli disordinatamente distrugge molte cose, avendo alterato la ragione; L'ignoranza punisce per giunta i possidenti. E quelli che vorresti rendere amici, dici del bene di loro perché riferiscano; il principio dell'amicizia è la lode, dell'odio la colpa. (By Stuurm)
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Μεγαλοφροσυνης μεστος ην ο Αγαμεμνων· ανδρας ου μονον ιδιωτας επειθεν συνακολουθειν ... και των βαρβαρων επαυσεν την βιαν. (da Isocrate Panatenaico)
Agamennone era pieno di grandezza d’animo; non solo induceva i propri uomini a seguirlo contro i barbari ma anche contro i re. Anzi induceva i re anche ad eseguire gli ordini che, abbandonando la vita regale, vivevano militarmente. Ancora induceva a correre il pericolo e a fare guerra non per le proprie patrie e regni, ma a parole in favore di Elena moglie di Menelao, nei fatti invece per non subire la Grecia dai barbari. E’ veramente degno che egli sia detto il salvatore dei Greci; radunava infatti un esercito che aveva un eccessivo numero di soldati che non (vanno) erano in accordo, ma (che) erano (sono pieni) di collera, animosità, invidia e di ambizione; ma tuttavia tratteneva un esercito per dieci anni non a pagamento né a spesa di denaro, come ora essi fanno, ma con l’essere saggio e con il poter fornire ai soldati nutrimento dai nemici. Mentre a parole combatteva solo Troia, nei fatti invece combattendo contro altri innumerevoli popoli di barbari non ritornava prima che ebbe reso schiava la città di Paride ed ebbe spento la vita dei barbari. (by Stuurm)
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..καὶ τῷ μὲν ὑπερενεγκόντι τὴν ἀνθρωπίνην φύσιν, ὃς ἐκ Διὸς μὲν γεγονὼς ἔτι δὲ θνητὸς ὢν θεοῦ ῥώμην ἔσχε, τούτῳ μὲν ἐπιτάττων καὶ λυμαινόμενος ἅπαντα τὸν χρόνον διετέλεσεν, ἐπειδὴ δ' εἰς ἡμᾶς ἐξήμαρτεν, εἰς τοσαύτην κατέστη μεταβολήν, ὥστ' ἐπὶ τοῖς παισὶ τοῖς ἐκείνου γενόμενος ἐπονειδίστως τὸν βίον ἐτελεύτησεν.
...e se aveva passato l'intera vita a dar ordini e a tormentare l'eroe che aveva trasceso la natura umana e che, nato da Zeus, ancora da vivo aveva la forza di un dio, dopoché ci ebbe offesi subì un tale cambiamento che, caduto nelle mani dei figli dell'eroe, finì con infamia la sua vita.
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θαυμαζόμενοι δὲ καὶ διὰ τὰς ἄλλας πράξεις, ἐκ τούτων τῶν ἔργων ἔτι μᾶλλον εὐδοκίμησαν. οὐ γὰρ παρὰ μικρὸν ἐποίησαν, ἀλλὰ τοσοῦτον τὰς τύχας ἑκατέρων μετήλλαξαν, ὥσθ' ὁ μὲν ἱκετεύειν ἡμᾶς ἀξιώσας βίᾳ τῶν ἐχθρῶν ἅπανθ' ὅσων ἐδεήθη διαπραξάμενος ἀπῆλθεν, Εὐρυσθεὺς δὲ βιάσασθαι προσδοκήσας αὐτὸς αἰχμάλωτος γενόμενος ἱκέτης ἠναγκάσθη καταστῆναι...
Ma essendo ammirati per le altre imprese, da queste gesta acquistarono fama ancor maggiore. Infatti non conseguirono un risultato insignificante, ma cambiarono a tal punto la sorte di entrambi, che colui che aveva giudicato conveniente supplicarci, partì dopo aver ottenuto, a dispetto dei nemici, tutto quanto aveva chiesto, mentre Euristeo che aveva sperato d'imporsi con la forza, caduto egli stesso prigioniero, fu costretto a sua volta a supplicare...
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ἔπειτ' οὐδὲ ψευσθέντες φαίνονται τῶν ἐλπίδων, δι' ἃς κατέφυγον ἐπὶ τοὺς προγόνους ἡμῶν. ἀνελόμενοι γὰρ πόλεμον ὑπὲρ μὲν τῶν τελευτησάντων πρὸς Θηβαίους, ὑπὲρ δὲ τῶν παίδων τῶν Ἡρακλέους πρὸς τὴν Εὐρυσθέως δύναμιν, τοὺς μὲν ἐπιστρατεύσαντες ἠνάγκασαν ἀποδοῦναι θάψαι τοὺς νεκροὺς τοῖς προσήκουσι, Πελοποννησίων δὲ τοὺς μετ' Εὐρυσθέως εἰς τὴν χώραν ἡμῶν εἰσβαλόντας ἐπεξελθόντες ἐνίκησαν μαχόμενοι κἀκεῖνον τῆς ὕβρεως ἔπαυσαν
È visibile poi che non furono delusi nelle speranze per le quali si erano rifugiati presso i nostri antenati. Questi infatti, assuntisi la guerra a favore dei morti contro i Tebani, e a favore dei figli di Eracle contro l'esercito di Euristeo, con una spedizione militare costrinsero i primi a restituire i morti ai loro congiunti perché li seppellissero; quanto ai Peloponnesiaci che, guidati da Euristeo, avevano invaso il nostro paese, andarono contro di loro, li vinsero combattendo e posero fine all'arroganza.