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Inizio: Primum, inquit, dominum scientem esse oportet earum rerum, quae in villa circumve eam ali ac pasci possint, ... Fine: Tertii generis aquatilis item species duae, partim quod habent pisces in aqua dulci, partim quod in marina.
Bisogna che il proprietario sappia quali animali può nutrire e pascolare nell'interno di una casa di villa o nei suoi contorni, onde ne tragga profitto e divertimento. Questa arte abbraccia tre soggetti: le uccelliere i leopardi, le peschiere. Si intende nel nostro secolo per uccelliera un luogo dentro la casa della villa, dove si usano nutrire ogni specie di volatile. Per leopardi tu non devi intendere quelli che chiamavano così i nostri antenati nei quali mettevano soltanto le lepri ma tutti i recinti che sono annessi alla casa della villa e che richiudono in se degli animali che si nutriscono. Allo stesso modo per peschiere intendo quelle vasche d'acqua dolce o salsa che sono vicine alla casa della villa e che racchiudono in se dei pesci, Ognuno di questi oggetti si suddividono almeno in due classi cosicchè nella prima vi entrano gli animali, a cui basta la terra, come i pavoni, le tortore i tordi, e nella seconda quelli che oltre alla terra vogliono anche l'acqua, come ad esempio le oche, e le anitre. L'altro gruppo che appartiene alla caccia si divide in altre due classi la prima delle quali comprende i cinghiali, le capre selvatiche, le lepri e l'altra quegli animali che si allevano fuori dalla casa della villa, come le api le lumache e i ghiri, Il terzo gruppo che comprende gli animali acquatili si divide ugualmente in due classi perché parte dei pesci si nutrono di acqua dolce e parte in quella marina
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Itaque venimus in villam. Ibi Appium Claudium augurem invenimus in subselliis, ut consuli esset praesto. Sedebat ad sinistram ei Cornelius Merula, consulari familia ortus et Fircellius Pavo Reatinus, ad dexteram Minucius Pica et M. Petronius Passer. Ad quem cum accessissemus, Axius Appio subridens: "Recipis nos-inquit-in tuum ornithona, ubi sedes inter aves ?
Quindi arrivammo nella villa. Qui trovammo l'augure Appio Claudio che sedeva sui banchi, per essere a disposizione del console. A sinistra gli sedevano Cornelio Merula, nato da una famiglia di rango consolare e Fircellio Pavone Reatino, a destra sedevano Minucio Pica e Marco Petronio Passero. Dopo che ci eravamo avvicinati a lui, Assio disse sorridendo ad Appio: "Ci accogli nella tua voliera, dove siedi tra gli uccelli?".
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Vetustas pauca non depravat, multa tollit. Quem puerum vidisti formosum, hunc vides deformem in senecta. Tertium seculum non videt eum hominem quem vidit primum. Quare illa (verba) quae iam maioribus nostris ademit oblivio, sedulitas Muti et Bruti secuta fugitiva nequit retrahere. Non, si potuero indagare, eo ero tardior, sed velocior ideo, si quivero. Non mediocres enim tenebrae in silva ubi haec captanda sunt neque eo quo pervenire volumus semitae tritae, neque non in tramitibus quaedam obiecta quae euntem retinere possent
Poche cose la vecchiaia non logora, molte (invece ne) porta via. Quello stesso fanciullo che hai visto bello, lo vedi decadente in vecchiaia. La terza generazione non vede lo stesso uomo che vede invece la prima. Perciò quelle parole che ormai la smemoratezza sottrae ai nostri antenati, l'incalzante diligenza di Muto e Bruto non può trattener(le), effimere. Se potrò indagare, non sarò più lento di lui, ma per questo motivo più veloce, se sarò capace. Non sono infatti da nulla le tenebre nella selva in cui queste si devono avventurare né battuti i sentieri nel luogo in cui vogliamo giungere, né nelle scorciatoie (sono) manifeste tutte le cose che possono trattenere colui che prosegue.
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Meminisse a memoria, cum in id quod remansit in mente rursus movetur; quae a manendo ut manimoria potest esse dicta. Itaque Salii quod cantant:Mamuri Veturi,significant memoriam veterem. Ab eodem monere, quod is qui monet, proinde sit ac memoria; sic monimenta quae in sepulcris, et ideo secundum viam, quo praetereuntis admoneant et se fuisse et illos esse mortalis. Ab eo cetera quae scripta ac facta memoriae causa monimenta dicta
(Meminisse) Ricordare, da memoria, è quando viene di nuovo mosso ciò che è rimasto nella mente; essa, cioè la memoria, può derivare da "manere" (rimanere,) come se fosse manimoria. Pertanto i Salii, cantando -o Mamurio Veturio'. intendono dire "memoria antica" -; dalla stessa origine viene monere (ammonire), perché colui che ammonisce equivale alla memoria; cosi i monimenta (monumenti) che si trovano sui sepolcri; e per questo essi stanno lungo la via. per "admonere" (ammonire) i passanti che loro stessi sono stati mortali, e che essi pure lo sono. Di li le altre cose che. scritte e fatte "memoriae causa" (per ricordo), sono dette monimenta (monumenti).
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Cum duae vitae traditae sint hominum, rustica et urbana, dubium non est quin ...
... postea peculia diviserunt, ac factum est ut dicerentur alii agricolae, alii pastores.
Due sono le forme di vita tradizionali dell'uomo, quella di campagna e quella di città. Non c'è certamente alcun dubbio che queste due forme siano distinte fra di loro per il luogo, ma che abbiano anche diversa origine nel tempo. Molto più antica infatti la vita rustica, perché vi fu un tempo in cui gli uomini vivevano in campagna e non conoscevano ancora la città. Non c'è alcunchè di strano, poiché la terra ce l'ha data la divina natura, le città sono state costruite dall'arte degli uomini, e tutte le arti, a quanto si dice, sono state inventate in Grecia nel giro di un millennio, mentre non c'è stata età al mondo in cui la campagna non potesse essere coltivata. Nè l'agricoltura è solo il sistema di vita più antico, è anche il migliore. Pertanto, non senza motivo i nostri antenati cercavano di far emigrare i loro concittadini dalla città in campagna, poiché in pace erano sfamati dai contadini romani e in guerra erano da loro soccorsi. Non senza ragione chiamavano la terra "madre" e chi la coltivava era ritenuto uomo di vita pia e utile.