RESA DEGLI ATENIESI
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
Libro antropon odoi

ἔπειτα δ’ ὕστερον καὶ πρὸς τοὺς ἄλλους ἅπαντας τοὺς μετὰ Δημοσθένους ὁμολογία γίγνεται ὥστε ὅπλα τε παραδοῦναι καὶ μὴ ἀποθανεῖν μηδένα μήτε βιαίως μήτε δεσμοῖς μήτε τῆς ἀναγκαιοτάτης ἐνδείᾳ διαίτης. καὶ παρέδοσαν οἱ πάντες σφᾶς αὐτοὺς ἑξακισχίλιοι, καὶ τὸ ἀργύριον ὃ εἶχον ἅπαν κατέθεσαν ἐσβαλόντες ἐς ἀσπίδας ὑπτίας, καὶ ἐνέπλησαν ἀσπίδας τέσσαρας. καὶ τούτους μὲν εὐθὺς ἀπεκόμιζον ἐς τὴν πόλιν· Νικίας δὲ καὶ οἱ μετ’ αὐτοῦ ταύτῃ τῇ ἡμέρᾳ ἀφικνοῦνται ἐπὶ τὸν ποταμὸν τὸν Ἐρινεόν, καὶ διαβὰς πρὸς μετέωρόν τι καθῖσε τὴνστρατιάν. Οἱ δὲ Συρακόσιοι τῇ ὑστεραίᾳ καταλαβόντες αὐτὸν ἔλεγον ὅτι οἱ μετὰ Δημοσθένους παραδεδώκοιεν σφᾶς αὐτούς, κελεύοντες κἀκεῖνον τὸ αὐτὸ δρᾶν· ὁ δ’ ἀπιστῶν σπένδεται ἱππέα πέμψαι σκεψόμενον. ὡς δ’ οἰχόμενος ἀπήγγειλε πάλιν παραδεδωκότας, ἐπικηρυκεύεται Γυλίππῳ καὶ Συρακοσίοις εἶναι ἑτοῖμος ὑπὲρ Ἀθηναίων ξυμβῆναι, ὅσα ἀνήλωσαν χρήματα Συρακόσιοι ἐς τὸν πόλεμον, ταῦτα ἀποδοῦναι, ὥστε τὴν μετ’ αὐτοῦ στρατιὰν ἀφεῖναι

TRADUZIONE

In un secondo momento si scese a trattare per tutti gli altri che erano rimasti fedeli a Demostene, su questa base: la consegna delle armi con in cambio la garanzia che nessun attentato sarebbe stato commesso alla vita degli uomini, né con esecuzioni sommarie, né con catene, né condannandoli alla morte per fame, negando il vitto necessario. Fu la resa generale per un complesso di seimila combattenti. Deposero tutto il denaro di cui erano ancora padroni, gettandolo nel cavo di scudi rovesciati: colmarono così quattro scudi. I Siracusani scortarono i prigionieri direttamente in città. Nicia, alla guida dei suoi reparti, raggiunse in quello stesso giorno la riva del fiume Erineo e, guadatolo, piantò su un'altura il campo per il proprio esercito. Ma i Siracusani il mattino seguente lo agguantarono. Fecero subito sapere allo stratego che Demostene con le sue divisioni aveva ceduto le armi con l'invito di imitare anch'egli il collega in quella decisione. Nicia, incredulo, pattuisce l'invio di un proprio uomo a cavallo per sincerarsi. Appena il cavaliere fu di ritorno con l'annuncio che effettivamente Demostene s'era arreso, Nicia per voce di un araldo avvisò Gilippo e i Siracusani d'esser disposto, in nome del popolo ateniese, a stipulare un accordo circa il risarcimento di tutte le spese sostenute da Siracusa per la guerra. Poneva la condizione di lasciar via libera alla propria armata. Finché il denaro del rimborso fosse completamente versato, avrebbe offerto cittadini ateniesi in ostaggio, uno per ogni talento.