Le origini della guerra tra ateniesi e spartani
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
dal libro triakonta n. 9 pagina 101

Μετὰ τὴν τῶν τυράννων κατάλυσιν ἐκ τῆς Ἑλλάδος οὐ πολλοῖς ἔτεσιν ὕστερον καὶ ἡ ἐν Μαραθῶνι μάχη Μήδων πρὸς Ἀθηναίους ἐγένετο. Δεκάτῳ δὲ ἔτει μετ᾽ αὐτὴν αὖθις ὁ βάρβαρος τῷ μεγάλῳ στόλῳ ἐπὶ τὴν Ἑλλάδα δουλωσόμενος ἦλθεν. Καὶ μεγάλου κινδύνου ἐπικρεμασθέντος οἵ τε Λακεδαιμόνιοι τῶν ξυμπολεμησάντων Ἑλλήνων ἡγήσαντο δυνάμει προύχοντες, καὶ οἱ Ἀθηναῖοι ἐπιόντων τῶν Μήδων διανοηθέντες ἐκλιπεῖν τὴν πόλιν καὶ ἀνασκευασάμενοι ἐς τὰς ναῦς ἐσβάντες ναυτικοὶ ἐγένοντο. Κοινῇ τε ἀπωσάμενοι τὸν βάρβαρον, ὕστερον οὐ πολλῷ διεκρίθησαν πρός τε Ἀθηναίους καὶ Λακεδαιμονίους οἵ τε ἀποστάντες βασιλέως Ἕλληνες καὶ οἱ ξυμπολεμήσαντες. Δυνάμει γὰρ ταῦτα μέγιστα διεφάνη· ἴσχυον γὰρ οἱ μὲν κατὰ γῆν, οἱ δὲ ναυσίν. Καὶ ὀλίγον μὲν χρόνον ξυνέμεινεν ἡ ὁμαιχμία, ἔπειτα διενεχθέντες οἱ Λακεδαιμόνιοι καὶ Ἀθηναῖοι ἐπολέμησαν μετὰ τῶν ξυμμάχων πρὸς ἀλλήλους.

Dopo la cacciata dei tiranni dalla Grecia, si verificò non molti anni dopo anche la battaglia di Maratona dei persiani contro gli ateniesi. Nel decimo anno dopo questa di nuovo il barbaro con il suo grande esercito mosse contro la Grecia per assoggettarla. Incombendo un grande pericolo, i lacedemoni distinguendosi per forza guidarono gli alleati greci, e gli ateniesi avendo pensato di lasciare la città poiché i persiani incombevano e imbarcatisi con le loro cose divennero navigatori. E di comune accordo, mettendo in fuga il barbaro, non molto più tardi furono divisi tra gli ateniesi e gli spartani i greci che si erano ribellati al re e che avevano combattuto insieme. Infatti questi scontri apparvero grandissimi quanto a forza: gli uni si distinguevano per terra, gli altri con le navi. E durò poco tempo l’alleanza, poi gli spartani e gli ateniesi scontratisi combatterono con gli alleati gli uni contro gli altri.

da altro libro

I tiranni d'Atene e quelli delle altre parti di Grecia, soggetta anche prima di Atene e in varie località alle tirannidi, furono abbattuti finalmente, per la maggior parte, eccetto quelli in Sicilia, dagli Spartani. (Poiché Sparta, dopo la sua fondazione ad opera di quei Dori che attualmente l'abitano, pur sconvolta da interni fermenti per il periodo di tempo più esteso di cui s'abbia storicamente memoria, pure fin dall'antichità godette per la concordia delle sue componenti politiche una temperata costituzione e in seguito fu sciolta sempre dalla tirannide: son corsi quattrocent'anni circa e poco più fino alla conclusione di questo conflitto, da quando gli Spartani adottano, immutato, quell'ordinamento politico. Fatti possenti da questa salda coesione interna stabilivano anche le forme di governo nelle altre città). Dopo l'espulsione dei tiranni dalla Grecia, dicevamo, trascorsi non molti anni si combatté a Maratona tra Persiani e Ateniesi. Passan dieci anni, e una seconda volta lo straniero cala in Grecia con quell'esercito sconfinato, deciso a soggiogarla. Ilpericolo immineva gravissimo: gli Spartani, che eccellevano per potenza militare, si assunsero il comando dei Greci, serrati in alleanza a respingere il nemico. Per parte loro gli Ateniesi, mentre avanzava l'aggressione persiana. decisero di abbandonare del tutto la città raccolsero i loro beni di fortuna e si imbarcarono sulle navi da guerra: si fecero così esperti del mare. Respinto lo straniero con sforzo concorde, non passò molto che il fronte comune dei Greci, di quelli che si erano emancipati dal Gran Re e di quelli che ne avevano retto l'assalto, si spezzò in contrapposti blocchi, polarizzandosi l'uno intorno ad Atene l'altro a Sparta. Questi due stati disponevano evidentemente delle potenze maggiori: gli uni sulla terra, gli altri con la flotta. L'intesa fra loro non fu duratura. Presto i rapporti s'incrinarono. Spartani e Ateniesi entrarono in uno stato di guerra, con al fianco i rispettivi collegati. Gli altri Greci poi, seinsorgevano contrasti, si inserivano nell'orbita dell'una o dell'altra potenza. Di conseguenza il periodo tra il conflittopersiano e questa guerra fu tutto un avvicendarsi continuo di tregue e di atti di ostilità reciproci o sferrati contro i propri alleati dissidenti: così i Greci raffinarono la tecnica delle azioni militari e, costretti all'esercizio ininterrotto tra effettivi pericoli, ne approfondirono la competenza. Gli Spartani, esercitavano l'egemonia sugli alleati senza costringerli alla soggezione del tributo attenti solo a che i loro sistemi politici si conformassero ai precetti dell'oligarchia e riuscissero sostanzialmente di vantaggio solo alla loro città, Sparta. All'opposto, gli Ateniesi non solo requisivano via via le flotte dei paesi collegati, all'infuori di quelle di Chio e di Lesbo, ma imposero, in generale, il versamento di determinate quote. In effetti, le risorse e gli armamenti di cui disponevano preparandosi ad entrare in guerra superavano in potenza quelli del tempo in cui erano al fiorire del loro splendore e la loro coalizione non s'era ancora spezzata.