La città di Lampsaco e Alessandro Magno
VERSIONE DI GRECO di Pausania
TRADUZIONE dal libro triakonta n. 5 pagina 421
TRADUZIONE libera
Alessandro ardendo di sdegno contro quelli di Lampsaco del partito del re di Persia, o almeno essendo creduti tali, li minaccio dei più grandi mali. I cittadini preoccupati per le mogli, i figli e per la stessa patria inviarono Anassimene per mediatore, il quale era conosciuto ad alessandro e prima ancora a suo padre Filippo. Presentatosi Anassimene ad Alessando, ascoltata la causa della sua venuta, dicono che chiamando a testimoni i numi dei greci giurò di fare tutto ciò che alle sue preghiere sarebbe stato contrario. Allora disse Anassimene: "fammi, o re, questa grazia, metti in schiavitù le donne e i figli dei lampsaceni, radi al suolo tutta la città ed incendia i loro tempi degli dei. Questo egli disse. Alessandro non sapendo cosa fare contro una siffatta astuzia, ed obbligato dalla forza del giuramento, concesse senza volerlo ai lampsaceni il perdono.