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Perchè sono stato iscritto nella lista dei pubblici debitori
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro PRACTEON n. 208 pagina 247
Ἀφικόμενος προπέρυσιν εἰς τὴν πόλιν, οὔπω δύο μῆ νας ἐπιδεδημηκὼς κατελέγην στρατιώτης. Αἰσθόμενος δὲ τὸ πραχθὲν ὑπετοπούμην εὐθέως ἐπὶ μηδενὶ ὑγιεῖ κατειλέχθαι. Προσελθὼν οὖν τῷ στρατηγῷ ἐδήλωσα ὅτι ἐστρα τευμένος εἴην, ἔτυχον δὲ οὐδενὸς τῶν μετρίων. Προπηλακιζόμενος δὲ ἠγανάκτουν μέν, ἡσυχίαν δ´ εἶχον. Ἀπορούμενος δὲ καὶ συμβουλευόμενός τινι τῶν πολιτῶν τί χρήσωμαι τῷ πράγματι, ἐπυθόμην ὡς καὶ δήσειν με ἀπειλοῖεν, λέγοντες ὅτι οὐδὲν ἐλάττω χρόνον Καλλικράτους Πολύαινος ἐνδημοίη. Κἀμοὶ μὲν τὰ προειρημένα διείλεκτο ἐπὶ τῇ Φιλίου τραπέζῃ·
Due anni fa feci ritorno in città e dopo nemmeno due mesi dal mio rientro fui arruolato come soldato. Appena venuto a conoscenza del fatto sospettavo che quell'arruolamento nascondesse qualcosa di poco chiaro. Perciò mi presentai allo stratego e gli feci presente che avevo già fatto il servizio militare, ma non riuscii a ottenere una spiegazione soddisfacente. Quel trattamento offensivo mi irritava, ma non persi la calma. Siccome ero incerto, chiesi consiglio a un concittadino su come comportarmi in quell'affare, e venni a sapere che minacciavano anche di gettarmi in carcere, sostenendo che io, Polieno, mi trovavo in città da non meno tempo di Callicrate. discorsi di cui si è detto li avevo fatti presso la banca di Filio
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Practeon numero 384
Πασων γαρ ως επος ειπειν, των κακιων αισχιστην τις αν ευροι την κολακειαν. Πρωτον μεν γαρ το καλλιστον και δικαιοτατον διαφθειρει, τον επαινον, εστε μηκετι δοκει πιστον ......αναπειθει γαρ υπερ εαυτου βουλευεσθαι κακ μη τοις φρονιμοις επιτρεπειν.
Di tutti i vizi, infatti per così dire, uno troverebbe che l’adulazione è il peggiore. Infatti in primis danneggia l'elogio, la cosa più bella e più giusta, in modo che (l'elogio) non appare più genuino né fatto in modo sincero, e, cosa più terribile di tutte, conferisce le ricompense della virtù al vizio. Sicchè fanno molto peggio di quelli che distruggono l’istituzione: alcuni infatti rendono l’istituzione equivoca, altri, invece, rendono la virtù ambigua. Come penso, dunque, quasi sempre il cattivo viene ritenuto stupido ed in effetti lo è, l’adulatore supera tutti in stupidità. Infatti, (è) l'unico fra quelli che celano la verità che ha il coraggio di dire le menzogne dinanzi a quelli che sanno fortemente che mente. Chi è, infatti, ignorante delle proprie azioni? O chi è così sciocco che non capisce se gode di fatiche o di mollezza e se si rallegra più ad avere giustizia che a farla e se è amante meno dei piaceri che delle buone azioni? E dunque, ciò che soprattutto si ritiene, ingraziarsi quelli che vengono elogiati, a me sembra che sbagli soprattutto anche in questo: infatti al contrario, viene destato piuttosto che essere apprezzato. Quindichi crede felice il povero in quanto ricco, egli stesso mente, invece, a colui che viene ritenuto felice rimprovera la povertà. Al contrario, chi elogia il più turpe in quanto onesto che cos’altro fa se non portare vergogna a se stesso? Oppure chi afferma che lo storpio è sano, come potrebbe risultare gradito ricordando la sventura? Inoltre, chi esalta lo stolto come saggio, questi sarebbe forse più credibile di tutti per la stoltezza dell’ascoltatore e causa un danno tanto più grande: infatti, persuade a decidere con lui stesso e a non volgersi ai saggi
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Practeon pagina 94 numero 45
"Ταυτα με, ω θειοτατε μεμυηκας", εη ο Κνημων· "Αιγυπτιον δε Ομηρον αποκαλουντος σου πολλακις, ο των παντων ισως ουδει ακηκοεν εις την σημερον, ... και του την ουσαν αποκρυπτειν πασαν εαυτω πολιν πατριδα μνωμενος."
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Practeon numero 388
Inizio: Ομηρος μεν σχεδον παντα ενεκωμιασε, και θηρια και φυτα και υδωρ και γην και οπλα και ιππους, και ουδεν εστ'οτου μνησθεις χωρις επαινου τε και τιμης , ..... Fine: Τω πατρι δε αυτου χρωμενω προ της γενεσεως αθανατον οι παιδα γενησεσθαι προειπεν.
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Inizio: μετα δε την της Ηελιδος αλωσιν εστρατευσεν Ηρακλης επι Πυλον ... Fine: Τυνδαρεων καταυαυων την βασιλειαν παρεδοκε τουτο
Eracle, dopo la conquista dell'Elide fece una spedizione contro Pilo e, dopo avere occupato la città, uccide Periclimeno, il più forte dei figli di Neleo, che combatteva mutando aspetto. Poi, uccise Neleo e i suoi figli tranne Nestore; costui, che era piccolo, era allevato dai Gereni. Durante la battaglia ferì anche Ade che era arrivato in aiuto degli abitanti di Pilo. Dopo aver conquistato Pilo, fece una spedizione militare contro Sparta, poiché voleva punire i figli di Ippocoonte: infatti, era in collera con loro sia perché combatterono al fianco di Neleo, ma si adirò soprattutto perché uccisero il figlio di Licimnio. Infatti, mentre il giovane guardava il palazzo di Ippocoonte, quando un cane della razza dei Molossi, lo assalì egli si portò contro di lui: avendo scagliato una pietra colpì il cane, allora i figli di Ippocoonte, slanciatisigli contro e colpendolo, lo uccisero a bastonate. Per vendicare la sua morte egli radunò un esercito contro gli Spartani. E giunto in Arcadia chiese a Cefeo di combattere insieme con i 20 figli che aveva. Ma Cefeo, temendo che gli Argivi, se avesse lasciato Tegea, sarebbero piombati contro, disse di no alla spedizione. Eracle, allora, avendo ricevuto da Atena in un'urna di bronzo una ciocca di capelli della Gorgone, la diede a Sterope, figlia di Cefeo, avendole detto che, se l'esercito avesse attaccato, esponendo la ciocca sulle mura per tre volte e non avesse guardato in avanti, ci sarebbe stata la fuga dei nemici. Allora, Cefeo, quando accadde questo, prese parte alla spedizione con i figli. Durante la battaglia sia lui che i suoi figli morirono e oltre a questi Ificle, fratello di Eracle. Eracle, dunque, dopo aver ucciso Ippoconte e i suoi figli, e dopo essersi impadronito della città, dopo aver richiamato Tindareo, a questo consegnò il regno.