L'INVERNO E LA PRIMAVERA
Versione greco Esopo traduzione libro Parole e Civiltà dei Greci pagina 314 numero 4

Ο χειμων εσκωψε εις το εαρ και αυτο ωνειδισεν, ... α Δια γε ονοματων καλλιστον ωστε και αποντος μεμνηνται και φανεντος επαγαλλονται».

L’inverno scherniva la primavera e la ingiuriava perché quando arriva lei, nessuno ha più pace, ma uno va per prati e boschi, all’altro è gradito cogliere fiori e gigli o anche portare una rosa davanti agli occhi o appoggiarla sui capelli. L’altro ancora salito su una nave, addirittura attraversa il mare e va, se può verso altri uomini, anche perché tutti non hanno più alcun pensiero dei venti e dell’acqua delle piogge. Io assomiglio ad un arconte o a un dittatore e comando di guardare non al celo ma in giù e alla terra, ed è lecito temere e tremare, e trascorrere la giornata tristemente quando si sta a casa. Rispose la primavera: Per questo che gli uomini ti manderebbero via volentieri, di me gli pare gradevole anche solo il nome, e sì, per Zeus è il più bello dei nomi, al punto che mi ricordano quando me ne vado e gioiscono quando riappaio.