Σχεδον απαντα τα δί ημων μεμηχανημενα λογος ημιν εστιν ο συγκατασκευασας... περι των πραγματων διαλεχθωσιν.

Ogni cosa che è stata da noi prodotta (μεμηχανημένα part. μηχανάομαι) è la parola che ci ha aiutato a procurarcela Questa infatti ha decretato le leggi che contribuiscono a stabilire (συγκατασκευάζω) riguardo al giusto all'ingiusto, all'onesto e al disonesto: e se questi principi non fossero stati classificati (διαταχθέντων = διατάσσω part. pass. ) non sarebbe per noi possibile vivere con gli altri. Con questa, noi classifichiamo i malvagi e elogiamo i buoni. Per mezzo di questa educhiamo i non intelligenti e ratifichiamo i non intelligenti; infatti il parlare bene come si deve è per noi il segnale più grande, che noi produciamo, dell'essere ben padroni delle proprie capacità mentali (φρονέω), e un discorso vero, legittimo e giusto è l'immagine di un animo buono e degno di essere creduto. Con queste [con le parole] noi discutiamo sulle cose controverse e riflettiamo sulle cose che non conosciamo. Infatti con queste argomentazioni, con le quali parlando noi cerchiamo di convincere gli altri sono le stesse che noi usiamo (χράομαι) prendendo decisioni (βουλεύω); e così chiamiamo oratori quelli che sono capaci di parlare davanti alla folla e riteniamo buoni consiglieri quanti discutano sulle faccende importanti (πρᾶγμα -ατος, τό) nel modo migliore per loro stessi.
(Traduzione letterale di Anna Maria Di Leo che consente la pubblicazione della sua traduzione solo ed unicamente sul sito skuolasprint.it)