Ταυτα ει μεν δί ασθενειαν επασχομεν, στεργειν αν ην ανγκη την τυχην· ... κοινην απασι την ελευθεριαν κατεστησαν. (Lisia)

E se subissimo queste cose a causa della nostra debolezza, sarebbe inevitabile adattarsi alla (nostra ) sorte; ma dal momento che subiamo (tutto ciò) a causa della discordia e della rivalità fra di noi ( reciproca ), non sarebbe forse giusto porre fine alle une (le discordie), e bloccare le altre (le rivalità), ben sapendo che l'ambizione di prevalere (φιλονικειν) è propria di coloro che hanno una florida situazione politica ( ευ πραττοντων), mentre i consigli dati nel modo migliore (τα βελτιστα ) sono dovere di noi che siamo tali ? vediamo infatti che incombono (περιεστηκοτας ) grandi rischi e che incombono da ogni parte. Sapete che l'egemonia è nelle mani di chi domina il mare, che le ricchezze sono dispensate dal re e che i soldati greci sono a disposizione di chi può spendere, mentre anche il re si è procurato numerosi navi e così anche il tiranno di Sicilia. Perciò dobbiamo smetterla una buona volta con la guerra tra di noi e dobbiamo assicurarci la salvezza con l'unanimità di intendi. Dobbiamo provare vergogna del passato e timore per ciò che accadrà, e metterci in competizione con i nostri antenati, che fecero sì che i barbari, che aspiravano a impadronirsi della terra altrui, perdessero la propria, e, cacciati i tiranni, fondarono la libertà comune per tutti.