Ἀρκεοφῶν ὁ Μιννυρίδου ἦν μὲν γονέων οὐκ ἐπιφανῶν (ἦσαν γὰρ ἐκ Φοινίκης), χρήμασι δὲ καὶ τῇ ἄλλῃ εὐδαιμονίᾳ πλεῖστον ὑπερήνεγκεν. Ὃς ἰδὼν τὴν θυγατέρα τὴν Νικοκρέοντος τοῦ Σαλαμινίων βασιλέως ἠράσθη. Γένος δ᾽ ἦν τοῦ Νικοκρέοντος ἀπὸ Τεύκρου τοῦ ξυνελόντος Ἴλιον Ἀγαμέμνονι, ... (da Antonino Liberale)
Archeofonte, figlio di Minnirido, era di genitori non illustri (erano infatti di origine fenicia), superava (ὑπερφέρω, aor) di gran lunga tutti gli altri per ricchezza e altra prosperità. Vedendo la figlia di Nicocreonte, il Re di Salamina, se ne innamorò. La discendenza di Nicocreonte proveniva da Teucro, colui che aveva distrutto (συναιρέω, part aor gen) Troia con Agamennone, per questo Archeofonte desiderava (ἐφίημι, imperf) ancora di più il matrimonio con la fanciulla e le promise (ὑπισχνέομαι, aor) di pagare (che le avrebbe offerto, ἀποίσειν, ἀποφέρω inf futuro) doti più grandi (più ricche) rispetto agli altri pretendenti. Ma Nicocreonte non accettava il matrimonio a causa della vergogna per l'origine di Archeofonte, poiché lui aveva genitori fenici (dativo di possesso). Archeofonte, (dativo di possesso) non avendo ottenuto il matrimonio, aveva un amore ancor più penoso e di notte andava (φοιτάω, imperf) presso la casa di Arsinoe e trascorse (διανυκτερεύω, aor) la notte con i coetanei. Dopo che non otteneva nulla da questo gesto, cerca di persuadere una nutrice di lei, avendole inviato moltissimi doni e cercò di impadronirsi (πειράω, aor pass) della fanciulla (chiedendole) se in qualche modo poteva unirsi (μίγνυμι, aor pass) a lei di nascosto dai genitori. Ma la fanciulla, alla quale la nutrice aveva riferito (προσφέρω, piuccheperf) il discorso, lo denunciò (καταμηνύω. aor) ai genitori, i quali, dopo aver tagliato (la punta del)la lingua, il naso e le dita della nutrice e dopo averlo mutilato senza pietà, la cacciarono di casa.
(By Vogue)