Ανθρωπος παρα ποταμω ξυλευεται και την εαυτου αξινην αποβαλλει· Η δε γαρ αυτω ολισθανει εις ποταμον... αλλ'ουδε την οικειαν αποδιδωσι.

Un uomo fa della legna presso un fiume e la sua scure gli sfugge: questa infatti va a finire nel fiume. Egli si siede sulla sponda e si lamenta. Appare il dio Ermes e viene a sapere il motivo del lamento ed ha compassione dell'uomo: scende nel fiume e riporta sù una scure d'oro. Il dio dice all'uomo: "Uomo, è questa la tua scure?". L'uomo dice di no (ἀρνέομαι); il dio scende di nuovo nel fiume e porta sù una scure d'argento. L'uomo dice ancora che quella non è la sua. Il dio scende di nuovo e porta sù la sua scure. L'uomo riconosce la sua scure. Ermes loda la sua onestà e gliele lascia tutte. L'uomo racconta i fatti agli amici; uno di questi, un avido, decide di rifare le stesse cose e va verso il fiume e, come prima cosa, getta di proposito la sua scure, poi si siede e si lamenta. Riappare Ermes sebbene conosce lo scopo del lamento: il dio scende nel fiume e, come prima, porta sù una scure d'oro. L'avido dice con gioia: "Questa è davvero la mia scure!". Il dio si adira e non solo si tiene quella, ma non gli dà neanche la sua.
(By Geppetto)