Τῇ δ᾽ ὑστεραίᾳ ἐδόκει τοῖς Ἕλλησι πορευτέον εἶναι πρὶν ἢ συλλεγῆναι τὸ στράτευμα πάλιν καὶ καταλαβεῖν τὰ στενά. Συσκευασάμενοι δ᾽ εὐθὺς ἐπορεύοντο διὰ χιόνος πολλῆς ἡγεμόνας ἔχοντες πολλούς· καὶ αὐθημερὸν ὑπερβαλόντες τὸ ἄκρον κατεστρατοπεδεύσαντο... (da Senofonte)
Il giorno successivo sembrava ai Greci che bisognava andare prima che l'esercito si radunasse di nuovo e occupasse le strettoie. Dopo essersi equipaggiatisi subito, marciavano attraverso molta neve, avendo molte guide; e lo stesso giorno, avendo superato il picco più alto, si accamparono. Da qui marciavano attraverso molta neve. Il terzo giorno fu difficile: tutto fu briciato (ἀποκαίω, aor passivo)dal vento del nord tutto e gli uomini si congelarono (lett si ruppero: ἐπάγνυμι). Allora uno degli indovini (μάντις, εως) disse di sacrificare (σφαγιάζω) al vento, e si sacrificava (lett presente: si sacrifica); e a tutti apparve chiaramente che la violenza del vento cessasse (λήγω ott). Invece la neve era profonda 4 cubiti (6 piedi); così che perirono (ἀπόλλυμι) anche molti degli animali da soma e degli schiavi e circa trenta dei soldati. Trascorsero (διαγίγνομαι, aor) la notte accendendo il fuoco; c'erano molta legna nel luogo di sosta; ma quelli che arrivavano tardi non avevano legna. Quindi quelli che erano arrivati prima e stavano accendendo il fuoco non ammettevano vicino al fuoco quelli che arrivavano tardi, se non dividevano con loro del fuoco o altro cibo.
(By Vogue)