IL PROCESSO DELLE ARGINUSE VERSIONE DI GRECO di Senofonte TRADUZIONE dal libro Hellenikon Phronema
TRADUZIONE n. 1 - letterale

Dopo queste cose, in un assemblea i comandanti discussero sia della battaglia navale che della violenta tempesta. Dopo che Timocrate aveva detto che bisognava rimettere al giudizio del popolo anche coloro che erano agli arresti, il consiglio li arrestò. Dopo queste cose venne fatta un'assemblea nella quale altri tra gli strateghi s sopratutto Teramente, dissero che era giusto che loro rendessero coto il motivo per il quale non avevano soccorso i naufraghi. Infatti, poiché non avevano nessun altro a cui ricorrere, venne presentata una lettera come testimonianza, che gli strateeghi avevano inviato al consiglio e al popolo, non adducendo nessun'altra causa che la tempesta. Dopo ciò ciascuno dei comandanti parlò brevemente in sua difesa (infatti contro la legge a loro il discorso non fu concesso), e raccontarono le cose accadute, che avevano navigato contro i nemici, avevano ordinato agli uomini sulle triremi e ai comandanti, Teramene e a Trasibulo, e a tutti gli altri di recuperare i naufraghi, e se proprio bisognasse accusare qualcuno

traduzione n. 2

Gli strateghi fecero poi in Consiglio una relazione sulla battaglia e sulla violenza della tempesta. Quando Timocrate propose di arrestare anche tutti gli altri e deferirli all'Assemblea, il Consiglio li fece arrestare. Si riunì quindi l'Assemblea, in cui gli strateghi furono accusati, tra gli altri, in particolare da Teramene, poiché era giusto, sosteneva, che rendessero conto del motivo per cui non avevano raccolto i naufraghi. E per provare che non avevano nessuna scusa, mostrò una lettera che gli strateghi avevano inviato al Consiglio e all'Assemblea nella quale indicavano come unica causa la tempesta. Gli strateghi pronunciarono ognuno la propria difesa, molto breve perché non fu neppure concesso loro il tempo di parlare stabilito dalla legge, e narrarono i fatti. Riferirono che stavano andando all'attacco con le loro navi e avevano ordinato il recupero dei naufraghi a trierarchi esperti e che avevano già ricoperto la carica di strateghi - Teramene, Trasibulo e altri con le stesse qualità; e se proprio si dovevano trovare dei responsabili, in questa vicenda, essi non potevano che accusare coloro ai quali era stato dato l'ordine. «E solo perché ci accusano» continuarono «non mentiremo dichiarando che sono loro i colpevoli, ma ribadiamo che è stata la violenza della tempesta a impedire il recupero dei naufraghi. » E a testimonianza di questo produssero gli ufficiali di rotta e molti altri che erano a bordo con loro. Con simili argomenti stavano già per convincere l'Assemblea; molti privati cittadini si alzavano, pronti a farsi garanti per loro, quando si decise di aggiornare il dibattito alla seduta successiva (era infatti ormai tardi e non si sarebbero potute distinguere le mani dei votanti) e inoltre che il Consiglio presentasse una proposta sulla procedura del giudizio.