L'AMICO è IL BENE PIù GRANDE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte

ἤκουσα δέ ποτε αὐτοῦ καὶ περὶ φίλων διαλεγομένου ἐξ ὧν ἔμοιγε ἐδόκει μάλιστ᾽ ἄν τις ὠφελεῖσθαι πρὸς φίλων κτῆσίν τε καὶ χρείαν. τοῦτο μὲν γὰρ δὴ πολλῶν ἔφη ἀκούειν, ὡς πάντων κτημάτων κράτιστον ἂν εἴη φίλος σαφὴς καὶ ἀγαθός: ἐπιμελομένους δὲ παντὸς μᾶλλον ὁρᾶν ἔφη τοὺς πολλοὺς ἢ φίλων κτήσεως. καὶ γὰρ οἰκίας καὶ ἀγροὺς καὶ ἀνδράποδα καὶ βοσκήματα καὶ σκεύη κτωμένους τε ἐπιμελῶς ὁρᾶν ἔφη καὶ τὰ ὄντα σῴζειν πειρωμένους, φίλον δέ, ὃ μέγιστον ἀγαθὸν εἶναί φασιν, ὁρᾶν ἔφη τοὺς πολλοὺς οὔτε ὅπως κτήσωνται φροντίζοντας οὔτε ὅπως οἱ ὄντες αὐτοῖς σῴζωνται. ἀλλὰ καὶ καμνόντων φίλων τε καὶ οἰκετῶν ὁρᾶν τινας ἔφη τοῖς μὲν οἰκέταις καὶ ἰατροὺς εἰσάγοντας καὶ τἆλλα τὰ πρὸς ὑγίειαν ἐπιμελῶς παρασκευάζοντας, τῶν δὲ φίλων ὀλιγωροῦντας, ἀποθανόντων τε ἀμφοτέρων ἐπὶ μὲν τοῖς οἰκέταις ἀχθομένους τε καὶ ζημίαν ἡγουμένους, ἐπὶ δὲ τοῖς φίλοις οὐδὲν οἰομένους ἐλαττοῦσθαι, καὶ τῶν μὲν ἄλλων κτημάτων οὐδὲν ἐῶντας ἀθεράπευτον οὐδ᾽ ἀνεπίσκεπτον, τῶν δὲ φίλων ἐπιμελείας δεομένων ἀμελοῦντας

TRADUZIONE n. 1

ascoltai una volta questi discutere riguardo agli amici, dai quali mi sembrava che, soprattutto qualcuno, traesse vantaggio e utilità dagli amici. Infatti diceva di sentire tra molti questo, che tra tutti i beni il migliore sarebbe un amico fedele e buono; diceva di vedere molti preoccuparsi di tutto più che del possesso di amici. E infatti diceva di vedere che con cura si procurano case, campi, schiavi, greggi e arnesi, e che tentano di preservare le cose che possiedono (le cose che sono a loro), diceva di vedere che i più né si preoccupano di procurarsi un amico, che dicono essere il bene più grande, né di mantenere quelli che hanno (che quelli che hanno siano mantenuti). ma diceva di vedere anche che, quando gli amici e i parenti sono malati, alcuni conducono i medici presso i familiari e preparano con cura le altre cose per la guarigione, mentre credono di non essere danneggiati in niente per (la morte degli) gli amici, e non trascurano nessuno degli altri beni, mentra tralasciano le cure degli amici che hanno bisogno

TRADUZIONE N. 2

Una volta l'ho sentito parlare anche degli amici tra cui mi sembra sopratutto che qualcuno diceva che l'amico più prezioso e nobile potesse essere il più importante fra tutti i beni, diceva di vedere che i più si interessavano di tutto fuorchè del possesso degli amici. Diceva infatti di vedere che i più acquistavano con cura case, campi, schiavi, bestiame e suppellettili e che tentavano di salvare quello che avevano, mentre di un amico, che dicevano essere il bene più grande, la maggior parte non si curava né di acquistarlo, né di salvare coloro che già c'erano. Anzi diceva di vedere che alcuni, stando male amici e servi, portavano i medici per gli schiavi e preparavano altre cose utili per la guarigione, mentre degli amici si curavano poco, e se entrambi morivano, si crucciavano per i servi e ritenevano che la loro morte fosse un danno, mentre da quella degli amici pensavano di non essere stati privati di niente, e non lasciavano nessuno di tutti gli altri beni senza cure e senza sorveglianza, ma non si prendevano cura degli amici che avevano bisogno. traduzione n. 2 L'ho ascoltato (qui si sta parlando di Socrate) anche, una volta parlare degli amici e diceva cose dalle quali mi pare uno potrebbe trarre vantaggio circa il modo di farsi degli amici e di comportarsi con loro "Sento molto affermare appunto questo" diceva "che un amico sicuro e buono è il migliore di tutti i beni"; ma vedo che la maggioranza si preoccupa di ogni cosa più che di acquistare degli amici. Vedo infatti che acquistano con impegno case e campi, schiavi, bestiame e suppellettili e si danno da fare per mantenere quello che hanno, mentre di un amico, che dicono essere il bene più grande, la maggioranza non si da cura né di acquistarlo né di conservarlo quando ce l'ha. Anzi vedo che alcuni, se si ammalano amici e servi, per i servi mandano a chiamare il medico e preparano con cura tutti gli altri mezzi utili alla guarigione, mentre degli amici poco si curano, e se entrambi muoiono, si crucciano per i servi e pensano che la loro morte sia un danno, mentre da quella degli amici non pensano affatto di aver subito un danno, e di tutti gli altri possessi non ne lasciano nessuno senza cure e senza sorveglianza, ma degli amici che hanno bisogno di attenzioni non si curano.