Ἐγεννήθη δ᾽ οὖν Ἀλέξανδρος ἱσταμένου μηνὸς Ἑκατομβαιῶνος, ὃν Μακεδόνες Λῷον καλοῦσιν, ἕκτῃ, καθ᾽ ἣν ἡμέραν ὁ τῆς Ἐφεσίας Ἀρτέμιδος ἐνεπρήσθη νεώς· ᾧ γ' Ηγησίας ὁ Μάγνης ἐπιπεφώνηκεν ἐπιφώνημα κατασβέσαι τὴν πυρκαϊὰν ἐκείνην ὑπὸ ψυχρίας δυνάμενον· ... (da Plutarco)

Dunque Alessandro nacque (γεννάω) il sesto giorno del mese Ecatombeone, che i Macedoni chiamano Loo, lo stesso giorno in cui il tempio di Artemide Efesia fu incendiato; del quale certo Egesia il Magnete aveva detto (ἐπιφωνέω regge anche il dativo), che quell'incendio si sarebbe potuto spegnere (solo) a causa del gelo; infatti diceva che il tempio era bruciato (καταφλέγω) verosimilmente poiché Artemide era occupata (ἀσχολέω gen ass) nell'assistenza al parto di Alessandro. Ma quanti dei maghi che vivevano per caso a Efeso, ritenendo che la sciagura riguardo al tempio fosse il segno di un'altra sciagura, correvano battendosi i volti e gridando che quel giorno aveva generato una grande rovina e una grande sventura per l'Asia. A Filippo, che proprio allora aveva conquistato (ᾑρηκότι αἱρέω part perf dativo) Potidea, erano arrivati tre notizie nello stesso momento: una che gli Illiri erano stati sconfitti in una grande battaglia grazie a Parmenione, un'altra che ad Olimpia avevano vinto con un cavallo da corsa e la terza sulla nascita di Alessandro.
(By Vogue)