Παῖς πρόβατα νέμων, ὡς λύκον ἐρχόμενον ὁρῶν, ἐβόα· «Βοηθεῖτε δεῦρο· ἔρχεται λύκος». Οἱ δὲ ἀγρόται τρέχοντες τοῦτον εὕρισκον μὴ ἀληθεύειν. ... (da Esopo)
Un fanciullo che pascolava le pecore, vedendo giungere un lupo, gridava: "Accorrete in aiuto qui! Arriva un lupo!" Ma i campagnoli, correndo, scoprivano che non diceva la verità. Fece questo due e tre volte. Ma quando dopo questi fatti (dopo queste cose) il lupo si avvicinava (gen ass) in realtà e quando il fanciullo gridava (gen ass): "Qui c'è (sott) un lupo!", quelli, pensando che lui (αὐτὸν) scherzasse come d'abitudine, non (lo) aiutarono. E così il lupo uccideva (distruggeva) facilmente tutto il gregge. Questo guadagnano i bugiardi: che anche quando dicono la verità, spesso non vengono creduti.
(By Vogue)
ANALISI GRAMMATICALE
Verbi
νέμων - participio presente attivo nominativo maschile singolare di νέμω (νέμω).
νέμω - impf. ἔνεμον, ft. νεμῶ, aor. ἔνεμον, pf. νενέμηκα, ppf. (ἐ)νενεμήκειν
ὁρῶν - participio presente attivo nominativo maschile singolare di ὁράω (ὁράω).
ὁράω - impf. ὥρων, ft. ὄψομαι, aor. εἶδον, pf. ἑώρακα, ppf. (ἐ)ωρακήκειν
ἐβόα - imperfetto attivo 3a persona singolare di βοάω (βοάω).
βοάω - impf. ἐβόων, ft. βοήσομαι, aor. ἐβόησα, pf. βεβόηκα, ppf. (ἐ)βεβοήκειν
Βοηθεῖτε - presente imperativo attivo 2a persona plurale di βοηθέω (βοηθέω).
βοηθέω - impf. ἐβοήθουν, ft. βοηθήσω, aor. ἐβοήθησα, pf. βεβοήθηκα, ppf. (ἐ)βεβοηθήκειν
ἔρχεται - presente indicativo medio-passivo 3a persona singolare di ἔρχομαι (ἔρχομαι).
ἔρχομαι - impf. ἠρχόμην, ft. ἐλεύσομαι, aor. ἦλθον, pf. ἐλήλυθα, ppf. (ἐ)ληλύθειν
τρέχοντες - participio presente attivo nominativo maschile plurale di τρέχω (τρέχω).
τρέχω - impf. ἔτρεχον, ft. δραμοῦμαι, aor. ἔδραμον, pf. δεδράμηκα, ppf. (ἐ)δεδραμήκειν
εὕρισκον - imperfetto attivo 3a persona plurale di εὑρίσκω (εὑρίσκω).
εὑρίσκω - impf. ηὕρισκον, ft. εὑρήσω, aor. ηὗρον, pf. εὕρηκα, ppf. (ἐ)εὑρήκειν
ἀληθεύειν - presente infinitivo attivo di ἀληθεύω (ἀληθεύω).
ἀληθεύω - impf. ἠλήθευον, ft. ἀληθεύσω, aor. ἠλήθευσα, pf. ἠλήθευκα, ppf. (ἐ)ἠληθεύκειν
ἐποίησε - aoristo attivo 3a persona singolare di ποιέω (ποιέω).
ποιέω - impf. ἐποίουν, ft. ποιήσω, aor. ἐποίησα, pf. πεποίηκα, ppf. (ἐ)πεποιήκειν
προσελθόντος - participio aoristo attivo genitivo maschile singolare di προσέρχομαι (προσέρχομαι).
προσέρχομαι - impf. προσῄειν, ft. προσελεύσομαι, aor. προσῆλθον, pf. προσελήλυθα, ppf. (ἐ)προσεληλύθειν
βοῶντος - participio presente attivo genitivo maschile singolare di βοάω (βοάω).
βοάω - vedi sopra.
νομίζοντες - participio presente attivo nominativo maschile plurale di νομίζω (νομίζω).
νομίζω - impf. ἐνόμιζον, ft. νομιῶ, aor. ἐνόμισα, pf. νενομίκα, ppf. (ἐ)νενομίκειν
παίζειν - presente infinitivo attivo di παίζω (παίζω).
παίζω - impf. ἔπαιζον, ft. παίξω, aor. ἔπαιξα, pf. πέπαικα, ppf. (ἐ)πεπαίκειν
ἐβοήθησαν - aoristo indicativo attivo 3a persona plurale di βοηθέω (βοηθέω).
βοηθέω - vedi sopra.
διέφθειρε - aoristo attivo 3a persona singolare di διαφθείρω (διαφθείρω).
διαφθείρω - impf. διέφθειρον, ft. διαφθερῶ, aor. διέφθειρα, pf. διέφθαρκα, ppf. (ἐ)διεφθάρκειν
κερδαίνουσιν - presente indicativo attivo 3a persona plurale di κερδαίνω (κερδαίνω).
κερδαίνω - impf. ἐκέρδαινον, ft. κερδανῶ, aor. ἐκέρδανα, pf. κεκέρδανα, ppf. (ἐ)κεκερδάνειν
ψευδόμενοι - participio presente medio-passivo nominativo maschile plurale di ψεύδομαι (ψεύδομαι).
ψεύδομαι - impf. ἐψευδόμην, ft. ψεύσομαι, aor. ἐψευσάμην, pf. ἔψευσμαι, ppf. (ἐ)ψευσμένος ἦν
λέγοντες - participio presente attivo nominativo maschile plurale di λέγω (λέγω).
λέγω - impf. ἔλεγον, ft. λέξω, aor. εἶπον, pf. εἴρηκα, ppf. (ἐ)ειρήκειν
πιστεύονται - presente indicativo medio-passivo 3a persona plurale di πιστεύω (πιστεύω).
πιστεύω - impf. ἐπίστευον, ft. πιστεύσω, aor. ἐπίστευσα, pf. πεπίστευκα, ppf. (ἐ)πεπιστεύκειν
Sostantivi
Παῖς – nominativo maschile singolare (παῖς, παιδός, ὁ) – III declinazione
πρόβατα – nominativo/accusativo neutro plurale (πρόβατον, -ου, τό) – II declinazione
λύκον – accusativo maschile singolare (λύκος, -ου, ὁ) – II declinazione
ἀγρόται – nominativo maschile plurale (ἀγρότης, -ου, ὁ) – I declinazione (maschile in -ης)
ποίμνην – accusativo femminile singolare (ποίμνη, -ης, ἡ) – I declinazione
ἀληθείᾳ – dativo femminile singolare (ἀλήθεια, -ας, ἡ) – I declinazione
παιδός – genitivo maschile singolare (παῖς, παιδός, ὁ) – III declinazione
ἦθος – accusativo neutro singolare (ἦθος, -ους, τό) – III declinazione (neutro in -ος)
λύκος – nominativo maschile singolare (λύκος, -ου, ὁ) – II declinazione
ψευδόμενοι – nominativo maschile plurale (part. presente di ψεύδομαι, sostantivato come "i bugiardi")
Pronomi
τοῦτον – accusativo maschile singolare (οὗτος, αὕτη, τοῦτο) – pronome dimostrativo
ταῦτα – nominativo/accusativo neutro plurale (οὗτος, αὕτη, τοῦτο) – pronome dimostrativo
Aggettivi
πᾶσαν - accusativo femminile singolare (πᾶς -πᾶσα -πᾶν).
Altre forme grammaticali
πρὸ - preposizione ( genitivo).
ὡς - congiunzione.
δεῦρο - avverbio.
δὶς - avverbio numerale.
τρὶς - avverbio numerale.
μετὰ - preposizione ( accusativo).
κατὰ - preposizione ( accusativo).
οὕτως - avverbio.
ῥᾳδίως - avverbio.
πολλάκις - avverbio.
Contenuto e trama
La favola narra di un giovane pastore (o semplicemente "ragazzo") che pascola le sue pecore in campagna. Per divertirsi, comincia a gridare più volte "Al lupo!", anche se non c'è alcun pericolo, solo per prendere in giro i contadini che, preoccupati, accorrono ogni volta per aiutarlo.
Dopo aver mentito più volte, un giorno il lupo arriva davvero, ma quando il ragazzo grida aiuto, nessuno gli crede più. Così il lupo divora tutte le pecore, e il ragazzo resta solo e disperato.
Morale della favola
“Chi mente, anche quando dice la verità non viene più creduto.”
(Διὸ καὶ ἀληθῆ λέγοντες πολλάκις οὐ πιστεύονται – “Anche dicendo il vero, spesso non si viene creduti”)
È un insegnamento semplice ma profondo:
Mentire può sembrare un gioco, ma mina la fiducia;
Quando si ha davvero bisogno, l'abitudine alla menzogna fa sì che gli altri non si fidino più, nemmeno in casi gravi.
Chi era Esopo (lo scrittore di questa favola)?
Esopo (in greco Αἴσωπος – Aísōpos) è stato un narratore vissuto probabilmente tra il VII e il VI secolo a.C..
Era uno schiavo, poi liberato;
I suoi racconti usavano animali parlanti per trasmettere insegnamenti morali;
Le sue favole sono brevi, dirette, simboliche, e spesso con una morale finale esplicita;
Le sue storie sono alla base di moltissime favole successive (come quelle di Fedro, La Fontaine, Perrault).
Simboli nella favola
Il ragazzo/pastore: rappresenta chi mente per gioco o tornaconto, senza pensare alle conseguenze;
Il lupo: è il pericolo reale, ma anche la giustizia che arriva per chi inganna;
I contadini: simboleggiano la società, che può essere generosa ma non è disposta a farsi prendere in giro più volte.
Influenza culturale
Questa favola è diventata un proverbio vivente: "Al lupo! Al lupo!" è oggi un modo di dire per indicare chi lancia falsi allarmi;
Ha ispirato versioni in tutte le lingue, da La Fontaine a Walt Disney;
Viene spesso raccontata ai bambini, come educazione al valore della sincerità;
È usata anche in psicologia, etica, persino politica, per discutere di credibilità e fiducia sociale.