Proditum est pythagoram philosophum illuni crotonam venisse ibique populum in luxuriam lapsum auctoritate sua ad usum frugalitatis revocasse. Laudabat cotidie virtutem et vitia luxuriae casumque civitatium eapeste perditarum enumerabat docebatque cives: tantum studium ad frugalitatem multitudinis provocavit, ut aliquos ex his luxuriatos incredibile videretur. Matronarum quoque separatam a viris doctrinam et puerorum a parentibus frequenter habuit. Docebat nunc has pudicitiam et obsequia in viros, nunc illos modestiam et litterarum studium. nter haec velut genetricem virtutum frugalitatem omnibus ingerebat consecutusque disputationum adsiduitate erat, ut matronas auratarum vestium ceterorumque dignitatis suae ornamentorum velut instrumentorum luxuriae maxime puderet, eaque omnia delata in Iunonis aedem ispi deae consecrarent, prae se ferentes vera ornamenta matronarum pudicitiam, non vestes esse.
E' stato tramandato che quel famoso filoso Pitagora, andò a Crotone e li richiamò alla frugalità con la propria autorità il popolo precipitato nella vita voluttuosa. Ogni giorno lodava la virtù e passava in rassegna i vizi derivanti dalla lussuria e la rovina delle città andate in rovina per quella peste e insegnava ai cittadini; causò nella moltitudine un tale amore per i costumi frugali che sembrava incredibile che alcuni di loro fossero stati dei lussuriosi. Spesso diede alle matrone insegnamenti disgiunti dai mariti e ai giovinetti ammaestramenti separati dai genitori. Ora insegnava a queste la pudicizia e il rispetto nei confronti dei mariti, e a questi altri la modestia e l'amore per le lettere. Frattanto in tutti instillava il concetto di frugalità quale madre delle virtù e con le dispute assidue ottenne che le matrone si vergognassero moltissimo delle vesti ornate d'oro e degli altri ornamenti del loro alto grado quali strumenti di lussuria al punto che portatili nel tempio di Giunone li consacrarono alla dea in persona, mostrando apertamente che i veri ornamenti delle matrone erano la pudicizia, non le vesti