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In rustica villa mihi utile videtur magnam et altam culinam poni, ut et contignatio careat incendii periculo at in ea commode familiares omni tempore anni morari queant. Optime solutis servis cellae meridiem aequinoctialem spectantes mihi fieri videntur, vinctis quam saluberrimum subterraneum ergastulum plurimus aedificari oportet: idque sit angustis fenestris illustratum atque a terra sic editis, ne manu contingi possint. Pecudibus stabula sint, quae neque frigore neque calore irifestentur. Optima vilico habitatio iuxta ianuam videtur, ut intrantium exeuntiumque conspectum habeat, procuratori supra ianuam ob easdem causas; et is tamen vilicum observet ex vicino, sitque utrique proximum horreum, qua coriferatur omne rusticum instrumentum, et intra id ipsum clausus locus sit, qua ferramenta recondantur.
In una villa di campagna mi sembra utile che sia collocata una cucina alta e grande, affinché la travata sia priva del pericolo di incendio e in questa in tutte le stagioni dell'anno i familiari possano dimorare comodamente in tutte le stagioni dell’anno i. Le stanze rivolte a mezzogiorno equinoziale mi sembrano risultare la migliore soluzione per gli schiavi privi di catene; per i moltissimi in catene occorre costruire una prigione sotterranea quanto più il più possibile salubre: e questa sia illuminata da finestre anguste così sollevate da terra da non poter essere toccate con una mano. Ci siano stalle per gli animali che non siano danneggiate né dal freddo né dal caldo. La migliore abitazione per il fattore sembra che sia vicino all'ingresso per avere osservazione di coloro che entrano ed escono, per gli stessi motivi sopra l'ingresso per l'amministratore; questi sorvegli il fattore da vicino e tra i due sia il più vicino al granaio dove è riposto ogni strumento agricolo e all'interno di questo stesso ci sia un luogo chiuso dove siano riposti gli utensili in ferro
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In ceteris servis haec praecepta servo, ut rusticos, qui modo non incommode se gesserunt, saepius quam urbanos familiarius adloquar et cum hac comitate levari perpetuum laborem eorum intelligam, non numquam etiam iocarer et plus quibusdam iocari permitterem. Saepe cum peritioribus de aliquibus operibus novis delibero et per hoc cognosco cuiusque ingenium, quam sit prudens.
Nei confronti degli altri schiavi rispetto queste regole, cosicché più spesso parlo con maggiore familiarità con i servi della campagna, se non si sono comportati male, che con quelli di città e capisco che con questa gentilezza sono alleviate le loro ininterrotte fatiche, talvolta anche scherzo e addirittura permetto ad alcuni di scherzare. Spesso con i più esperti decido riguardo a qualche nuovo lavoro e per mezzo di ciò mi rendo conto del carattere di ciascuno, di quanto sia saggio.
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Canis gerendi tuendique triplex ratio est. Namque unum genus adversus hominum insidias eligitur et id villam et quae iuncta sunt villae custodit. Alterum genus propellendis iniuriis hominum ac ferarum idoneum est et id observat domi stabulum, foris pecora pascentia. Tertium venandi gratia comparatur et id non solum nihil agricolam iuvat, sed eum desidem ab opere eius reddit. Canis aptus ad villam custodiendam oportet esse amplissimi corporis, vasti latratus canorique et coloris unius. Album canem, ferae dissimilem, pastor probat ita ut in propulsandis lupis sub oscuro mane vel etiam crepuscolo pro bestia canem non feriat. Villaticus canis autem, qui maleficiis hominum opponitur, niger esse oportet: noctu enim tectus tenebris tutiorem accessum habet ad furem insidiantem
Ci sono tre specie di cane da tenere e da allevare. Infatti una specie e' scelta contro le insidie degli uomini e questa custodisce la fattoria e le cose che sono connesse alla fattoria. Un'altra specie e' adatta a respingere i danni di uomini e di belve e questa in casa fa la guardia alla stalla, fuori casa al bestiame che pascola. La terza e' preparata alla caccia e questa non solo non aiuta in niente l'agricoltore, ma lo rende inoperoso dal lavoro. Il cane adatto a custodire la fattoria e' necessario che sia di corpo robustissimo, di latrato terribile e sonoro e di un unico colore. Il pastore apprezza il cane bianco, diverso dalla bestia feroce, in modo che nel cacciare i lupi nell'oscuro mattino o anche al crepuscolo, non ferisca il cane al posto della bestia. Invece il cane di fattoria, che si oppone ai misfatti degli uomini e' opportuno che sia nero: di notte infatti nascosto dalle tenebre ha un più sicuro avvicinamento al ladro che prepara insidie.
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Paludem non vicinam esse oportet aedifìciis, quod illa caloribus noxium virus eructat et infestis aculeis armata gignit ammalia, quae in nos densissimis examinibus invólant. Etiam nantium serpentiumque pestes, caeno et fermentata colluvie verno tempore natas, emittit, ex quibus saepe contrahuntur caeci morbi, quorum causas ne medici quidem perspicere queunt. Edam instrumentum rusticum supellectilemque et inconditos conditosque fructus humor atque situs paludum toto anni tempore corrumpit. Propter quae censeo eiusmodi vitanda esse incommoda, nec pestilento sed editiore situ aedifìcium condendum esse, ita ut frons eius ad orientem solem directa sit. Nam eiusmodi positio medium temperatumque ventorum libramentum hiemalium et aestivorum tenet. Sic quanto fuerit aedificii solum pronius orienti, tanto et aestate liberius capere perflatus et hiemis procellis minus infestari et matutino regelari ortu solis poterit. Nam fere pestilens habetur quod est remotum a sole et apricis flatibus, quibus si caret, nulla alia vis potest noctumas pruinas et quodcumque rubiginis aut spurcitiae resèdit, siccare atque detergere.
I fabbricati non devono sorgere vicino ad un luogo paludoso, perché questo emana, coi calori estivi, un’esalazione nociva e genera insetti muniti di aculei velenosi, (insetti) che (poi) volano contro di noi in densissimi sciami. Esso (il luogo paludoso) produce anche specie epidemiche di (animali) anfibi e serpenti – le quali, in primavera, si generano nella fanghiglia – (specie) dalle quali spesso si contraggono malattie misteriose, che neanche i medici riescono a diagnosticare. L’umidità e la muffa delle paludi, in ogni stagione dell’anno, fanno marcire anche masserizie ed arnesi rustici, nonché i raccolti, (siano essi) incolti o coltivati. Perciò, ritengo opportuno evitare tali inconvenienti, e costruire il fabbricato in una zona non pestilenziale, bensì alquanto elevata, e tale che la sua facciata sia esposta verso oriente, giacché una dislocazione simile garantisce il temperarsi degl’influssi dei venti estivi ed invernali. In tal modo, quanto più la dislocazione del fabbricato volgerà verso oriente, tanto più esso, in estate, risulterà ventilato, mentre tanto meno accuserà le intemperie invernali e le brine mattutine, all’alba. Infatti, è praticamente da considerarsi pestilenziale quella zona che non è sottoposta ai benefici influssi del sole, venendo meno i quali, nessun’altra forza (atmosferica) potrebbe asciugare le brine notturne e disinfettare eventuale ruggine e sporcizia.
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Et apud Graecos et mox apud Romanos usque in patrum nostrorum memoriam fere domesticus labor matronalis fuit, tamquam ad requiem forensium exercitationum, omni cura deposita, patribus familias intra domesticos penatis se recipientibus. Erat enim summa reverentia cum concordia et diligentia mixta, flagrabatque mulier pulcherrima diligentiae aemulatione studiens negotia viri cura sua maiora atque meliora reddere. Nihil conspiciebatur in domo dividuum, nihil quod aut maritus aut femina proprium esse iuris sui diceret, sed in comune conspirabatur ab utroque, ut cum forensibus negotiis matronalis industria rationem parem faceret.
Sia presso i Greci, sia poi presso i Romani a memoria dei nostri padri il lavoro domestico fu prevalentemente femminile, mentre i padri difamiglia, lasciata ogni preoccupazione, si raccoglievano tra i domestici Penati, come (se fossero) un riposo dalle fatiche forensi. C' era infatti grandissimo rispetto unito alla concordia e diligenza, e lad donna più bella bramava per l’imitazione della diligenza, occupandosi a rendere le attività dell’uomo più grandi e migliori con la propria cura. Non si notava nulla di diviso nella casa, nulla che o la moglie o il marito affermasse che fosse propria di suo diritto, ma veniva deciso in comune da entrambi affinché i l'occupazione femminile avesse pari dignità alle occupazioni forensi.