Caesar Octavianus ex Octavia familia in Iuliam translatus in ultionem Iulii Caesaris, a quo heredes fuerat institutus, Brutum et Cassium caedis auctores in Macedonia vicit. Sextum Pompeium Gnaei Pompei filium bona paterna repetentem in freto Siculo superavit. Marcum Antonium consulem Syriam obtinentem amore Cleopatrae devinctum in Actiaco Ambraciae litore debellavit. Reliquam orbis partem per legatos domuit. Huic Parthi signa, quae Crasso sustulerant, ultro reddiderunt. Indi, Scythae, Sarmatae, Daci, quos non domuerat, dona miserunt. Iani gemini portas bis ante se clausas, primo sub Numa, iterum post primum Punicum bellum, sua manu clausit. Dictator in perpetuum factus a senatu ob res gestas Divus Augustus est appellatus.
Cesare Ottaviano, passato dalla famiglia Ottavia a quella Giulia, per vendetta di Giulio Cesare dal quale era stato nominato erede, sconfisse in Macedonia Bruto e Cassio, responsabili dell'omicidio. Nello stretto di Sicilia prevalse su Sesto Pompeo, figlio di Gneo Pompeo, che rivendicava i beni paterni. Ad Ambracia, sulla costa di Azio, sconfisse il console Marco Antonio che occupava la Siria, vinto dall'amore per Cleopatra. Domò la parte rimanente del mondo per mezzo di ambasciatori. I Parti spontaneamente gli restituirono le insegne, che sottrassero a Crasso. Gli Indi, gli Sciti, i Sarmati, i Daci, che non aveva sottomesso, mandarono doni. Con la propria mano chiuse le porte del tempio di Giano, chiuse due volte prima di lui, la prima sotto Numa, la seconda dopo la prima guerra punica. Nominato dal senato dittatore a vita per queste imprese fu chiamato Divo Augusto