Aristophanis quoque altioris est prudentiae praeceptum, qui in comoedia introduxit remissum ab inferis Atheniensium Periclen vaticinantem non oportere in urbe nutriri leonem, sin autem sit altus, obsequi ei conuenire: monet enim ut praecipuae nobilitatis et concitati ingenii iuuenes refrenentur, nimio uero fauore ac profusa indulgentia pasti quo minus potentiam obtineant ne inpediantur, quod stultum et inutile sit eas obtrectare uires, quas ipse foveris
Anche Aristofane rivelò profonda saggezza quando introdusse in una sua commedia Pericle degli ateniesi che ritornato dagli inferi affermava con tono profetico che non era opportuno nutrire nella propria città un leone, ma che, se ve lo si è allevato, conviene adattarsi ai suoi impulsi: in realtà egli ammonisce a frenare i giovani di alta nobiltà e di concitato ingegno, ma a non cercare di impedire loro, qualora siano stati allevati in una atmosfera troppo condiscendente e con smoderata larghezza, di raggiungere il potere, perché sarebbe stato stupido ed inutile ostacolare quelle forze, cui sia dato volontario alimento