Ab antiquis scriptoribus saepe nobiles Lacedaemoniorum civium sententiae memorantur. Valerius Maximus Spartanum virum celebrat, qui, dum cludus ad pugnam descendit, ab amico nimia temeritate invrepitus est. Sic fortis vir respondit: (claudus sum, sed propositum meum est pugnare, non fugere). Alius Spartanus vir, cum ingens bellum cum persis imminebat, postquam amicus dixit: (Persae sagittis solem obscurabunt), bono animo respondit: (Bene narras: in umbra enim pugnabimus!). Nec omitto Lacedaemonium virum, qui hospiti suo ostendenti patriae muros altos latosque dixit: (Si mulieribus tantos muros comparavistis, recte fecistis, si autem vestrae urbis viris, turpite
Spesso vengono ricordate dagli antichi scrittori le risposte celebri dei cittadini spartani. Valerio Massimo parla di un uomo spartano che discese/discende (presente o imperfetto) in battaglia per tutto il tempo vacillante (zoppo) Il forte uomo rispose in questo modo: " sono vacillante (zoppo) ma il mio scopo è combattere non fuggire (da fugio). Un altro uomo spartano quando la grande guerra con i persiani era imminente, dopo che un amico disse: "I persiani oscureranno il sole con le (loro) frecce " rispose con nobile animo : "tu parli bene: infatti noi combatteremo nell'ombra". Non ometto (quell') uomo degli spartani (oppure puoi tradurre con il genitivo partitivo: tra gli spartani) che disse al suo ospite che ostentava le mura alte e vaste della (sua) patria: "se voi preparaste (avete preparato) così grandi mura per le donne, voi avete fatto bene, ma se invece (avete preparato tali mura) per gli uomini, voi avete fatto male (turpemente)