Un omen di vittoria per Emilio Paolo
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Esercizi greci 2
λέγεται δ' Αἰμìλιον, ὡς ἀνηγορεύθη κατὰ τοῦ Περσέως στρατηγός, ὑπὸ τοῦ δήμου παντὸς οἴκαδε προπεμφθέντα λαμπρῶς, εὑρεῖν τὸ θυγάτριον τὴν Τερτίαν δεδακρυμένην, ἔτι παιδίον οὖσαν· ἀσπαζόμενον οὖν αὐτὴν ἐρωτᾶν ἐφ’ ὅτῳ λελύπηται· τὴν δὲ περιβαλοῦσαν καὶ καταφιλοῦσαν, „οὐ γὰρ οἶσθ´“ εἰπεῖν "ὦ πάτερ ὅτι ἡμῖν ὁ Περσεὺς τέθνηκε; “ λέγουσαν κυνίδιον σύντροφον οὕτω προσαγορευόμενον· καὶ τὸν Αἰμίλιον „ἀγαθῇ τύχῃ“ φάναι „ὦ θύγατερ, καὶ δέχομαι τὸν οἰωνόν. “ ταῦτα μὲν οὖν Κικέρων ὁ ῥήτωρ ἐν τοῖς περὶ μαντικῆς ἱστόρηκεν.
TRADUZIONE
Si racconta che Emilio paolo dichiarato che egli fu condottiero contro Perseo, vendondo onorevolmente accompagnato a casa da tutto il popolo, trovò Terzia, una sua figlioletta ancora piccina, che piangeva, per la qual cosa egli abbracciandola la interregò di che cosa mai si dolesse, ed ella, mettendogli pure le braccia al collo e baciandolo gli rispose "Dunque o padre, tu non sai che il nostro Perseo è morto?" intendendo essa un certo cagnolino allevato in casa che aveva appunto tale nome. Allora Emilio disse "Sia ciò con buona fortuna o figliola mia: io ricevo ben volentieri un siffatto aguurio". Queste cose sono narrate dall'oratore Cicerone nei libri della divinazione.