QUANDO LE DONNE DI ARGO SCONFISSERO GLI SPARTANI
Versione di greco di Plutarco
Traduzione dal libro ellenion n. 353 pag. 375
inizia così: ουδενος δ'ηττον ενδοξον εστι των κοινη διαπεπραγμενων γυναξιν εργων ο προς Κλεομενη περι Αργους αγων,
e finisce così: εντος γενομενον και κατασχοντα το Παμπυλιακον εξεωσαν.
TRADUZIONE
Non meno famosa tra le imprese compiute dalle donne in comune è la lotta contro Cleomene per Argo, che combatterono poiché le esortó la poetessa Telesilla. Dicono che questa, che era di nobile famiglia, malata al corpo invió a interpellare l'oracolo del dio sulla sua salute, e essendo stato profetizzato a lei di venerare le Muse, dopo essere stata persuasa dal dio e dedicatosi ad un'ode e con un adattamento (miglioramento) si liberó rapidamente della malattia e venne onorata per la sua arte poetica dalle donne. Quando Cleomene re degli Spartani avendone ucciso molti (non certo, come alcuni raccontano il mito, 7777, marciava contro la città, si diffuse l'impeto e il coraggio divino tra le giovani delle donne a contrastare i nemici in difesa della patria. Poiché Telesilla ordinó di prendere le armi e di disporsi al riparo in cerchio, circondando le mura, così da sorprendere i nemici. Dunque respinsero caduti tra i molti Cleomene; cacciarono via anche l'altro sovrano Demorato che, come dice Socrate, si trovava dentro (la città) e avevo occupato Panfilaco.