Mi vedrai a Filippi versione greco Plutarco traduzione libro Lukeion

Ἐπεὶ δὲ διαβαίνειν ἐξ Ἀσίας ἔμελλον, λέγεται τῷ Βρούτῳ μέγα σημεῖον γενέσθαι. φύσει μὲν γὰρ ἦν ἐπεγρήγορος ὁ ἀνήρ, καὶ τὸν ὕπνον εἰς ὀλίγου χρόνου μόριον ἀσκήσει καὶ σωφροσύνῃ συνῆγεν, ἡμέρας μὲν οὐδέποτε κοιμώμενος, νύκτωρ δὲ τοσοῦτον ὅσον οὔτε τι πράττειν οὔτε τῳ διαλέγεσθαι, πάντων ἀναπαυομένων, παρεῖχε. τότε δὲ τοῦ πολέμου συνεστῶτος, ἐν χερσὶν ἔχων τὰς ὑπὲρ τῶν ὅλων πράξεις καὶ τεταμένος τῇ φροντίδι πρὸς τὸ μέλλον, ὁπηνίκα πρῶτον ἀφ' ἑσπέρας ἐπινυστάξειε τοῖς σιτίοις, ἤδη τὸ λοιπὸν ἐχρῆτο τῇ νυκτὶ πρὸς τὰ κατεπείγοντα τῶν πραγμάτων. εἰ δὲ συνέλοι καὶ κατοικονομήσειε τὴν περὶ ταῦτα χρείαν, ἀνεγίνωσκε βιβλίον μέχρι τρίτης φυλακῆς, καθ' ἣν εἰώθεσαν ἑκατόνταρχοι καὶ χιλίαρχοι φοιτᾶν πρὸς αὐτόν. ὡς οὖν ἔμελλεν ἐξ Ἀσίας διαβιβάζειν τὸ στράτευμα, νὺξ μὲν ἦν βαθυτάτη, φῶς δ' εἶχεν οὐ πάνυ λαμπρὸν ἡ σκηνή, πᾶν δὲ τὸ στρατόπεδον σιωπὴ κατεῖχεν. ὁ δὲ συλλογιζόμενός τι καὶ σκοπῶν πρὸς ἑαυτόν, ἔδοξεν αἰσθέσθαι τινὸς εἰσιόντος· ἀποβλέψας δὲ πρὸς τὴν εἴσοδον, ὁρᾷ δεινὴν καὶ ἀλλόκοτον ὄψιν ἐκφύλου σώματος καὶ φοβεροῦ, σιωπῇ παρεστῶτος αὐτῷ. τολμήσας δ' ἐρέσθαι, τίς ποτ' ὢν εἶπεν ἀνθρώπων ἢ θεῶν, ἢ τί βουλόμενος ἥκεις ὡς ἡμᾶς; ὑποφθέγγεται δ' αὐτῷ τὸ φάσμα ὁ σὸς ὦ Βροῦτε δαίμων κακός· ὄψει δέ με περὶ Φιλίππους. καὶ ὁ Βροῦτος οὐ διαταραχθεὶς ὄψομαι εἶπεν.

Mentre si accingevano a salpare dall'Asia, Bruto, si racconta capitò una visione prodigiosa. Incline per natura alla veglia egli dormiva molto poco per ascesi e disciplina. Dio giorno non si concedeva un attimo di riposo, di notte mentre tutti erano immersi nel sonno dormiva per breve tempo solo che non aveva altro da fare o qualcuno con cui parlare. In quella fase decisiva della guerra, sia per le responsabilità che comportava l'impresa sia per la tensione dovuta all'incertezza del futuro, non appena si faceva sera, durante il pasto poggiava la testa sul tavolo ma il resto della notte lo passava a sbrigare gli affari più urgenti. Se poi riusciva in poco tempo a risolvere e concludere ciò che era necessario, leggeva un libro in attesa della terza guardia, quando i centurioni e i tribuni avevano preso l'abitudine di recarsi da lui. Ora nel momento in cui il suo esercito doveva lasciare l'Asia nel cuore della notte, mentre il resto dell'accampamento era immerso nel silenzio e la sua tenda era illuminata da una luce fioco, a Bruto tutto assorto nei suoi pensieri parve che qualcuno entrasse. Volse lo sguardo verso l'apertura della tenda ed ebbe una visione mirabile e terrificante, una figura fuori dal comune ed enorme stava ritta al suo fianco in profondo silenzio. A stento Bruto trovò il coraggio di chiederle "chi sei tu, uomo o dio e perché sei qui da me?" "Sono il tuo cattivo genio, Bruto. Bruto mi rivedrai a Filippi" E Bruto imperturbabile "Ti rivedrò"

Traduzione numero 2

Nel prepararsi poi a tornare dall'Europa all'asia si racconta che gli arrivò una strana visione. Per nature egli era incline a rimanere sveglio, con l’abitudine e la morigeratezza riduceva il sonno ad una piccola parte di poco tempo, non dormendo mai di giorno, di notte invece concedeva (al sonno) tanto tempo per quanto non poteva fare alcunché, né parlare con alcuno, essendo tutti a dormire. Allora mentre la guerra continuava, avendo tra le mani gli affari riguardanti il supremo potere, ed essendo con il pensiero proteso verso il futuro, non appena a sera si appisolava dopo cena, poi per il resto passava la notte a sbrigare gli affari urgenti. Se poteva compire e terminare il disbrigo di tali affari, lesse lo scritto fino alla terza vigilia, durante la quale i centurioni e i tribuni militi erano soliti andare da lui. Quando dunque stava per condurre l’esercito dall’Asia, era notte profonda, la tenda aveva una luce non del tutto chiara, il silenzio avvolgeva tutto l’accampamento. Mentre era immerso in un pensiero e rifletteva su se stesso, gli parve di aver sentito entrare uno: avendo volto lo sguardo all’entrata, vede una terribile e mostruosa visione di un corpo strano e pauroso che in silenzio si era fermato accanto a lui. Essendosi fatto coraggio a domandare, disse “ quale degli uomini o degli dei sei tu che vieni da me?” Risponde a lui il fantasma “ il tuo cattivo demone, o Bruto; “mi vedrai a Filippi”. E Bruto non sconvolto “ti vedrò” disse.