Ἐκ δὲ τούτου τῆς Σύλλα δυνάμεως ἤδη μαραινομένης καὶ τῶν οἴκοι καλούντων αὐτόν, ἔπλευσεν εἰς Ῥόδον ἐπὶ σχολὴν πρὸς Ἀπολλώνιον τὸν τοῦ Μόλωνος, οὗ καὶ Κικέρων ἠκρόατο, σοφιστεύοντος ἐπιφανῶς καὶ τὸν τρόπον ἐπιεικοῦς εἶναι δοκοῦντος. λέγεται δὲ καὶ φῦναι πρὸς λόγους πολιτικοὺς ὁ Καῖσαρ ἄριστα καὶ διαπονῆσαι φιλοτιμότατα τὴν φύσιν, ὡς τὰ δευτερεῖα μὲν ἀδηρίτως ἔχειν, τὸ δὲ πρωτεῖον, ὅπως τῇ δυνάμει καὶ τοῖς ὅπλοις πρῶτος εἴη μᾶλλον, ἀσχοληθείς ἀφεῖναι, πρὸς ὅπερ ἡ φύσις ὑφηγεῖτο τῆς ἐν τῷ λέγειν δεινότητος, ὑπὸ στρατειῶν καὶ πολιτείας, ᾗ κατεκτήσατο τὴν ἡγεμονίαν, οὐκ ἐξικόμενος. αὐτὸς δ’ οὖν ὕστερον ἐν τῇ πρὸς Κικέρωνα περὶ Κάτωνος ἀντιγραφῇ παραιτεῖται, μὴ στρατιωτικοῦ λόγον ἀνδρὸς ἀντεξετάζειν πρὸς δεινότητα ῥήτορος εὐφυοῦς καὶ σχολὴν ἐπὶ τοῦτο πολλὴν ἄγοντος.

Dopo questo, volgendo ormai al tramonto la potenza di Siila e visto che i suoi insistevano perché tornasse a Roma, salpò per Rodi, dove frequentò la scuola di Apollonio, figlio di Molone, retore famoso e stimato per la sua morigeratezza, di cui era stato discepolo anche Cicerone. Cesare, a quanto dicono, aveva un'ottima disposizione naturale per l'oratoria politica, una dote che coltivò con tale diligenza da diventare senza alcun dubbio il secondo fra gli oratori romani: aveva rinunciato al primo posto solo perché il suo intento princi­pale era quello di conseguire il primato nell'attività politica e militare, e furono proprio le campagne di guerra e le lotte politiche, attraverso le quali giunse al potere, ad impedirgli di raggiungere nell'arte oratoria quella supremazia a cui lo portava la natura. Egli stesso, più tardi, in risposta al Catone di Cicerone, obiettò che non si possono mettere a confronto l'eloquio di un soldato e l'abilità di un oratore, il quale, già versato per natura nell'arte dell'eloquenza, l'ha praticata per parecchio tempo.

Altra proposta di traduzione (più letterale)

Dopo questo, svanendo ormai la potenza di Silla e i suoi chiamandolo in patria, salpò per Rodi, alla scuola di Apollonio, figlio di Molone, che insegnava notevolmente come sofista e che era considerato essere un modello di morigeratezza, del quale era stato discepolo anche Cicerone. Si dice che Cesare aveva un'ottima disposizione naturale per l'oratoria politica, dote che coltivò con diligenza da essere incontrastabimente il secondo, essendo stato occupato ad abbandonare il primo posto perché l’attività principale era più al potere e alle armi, proprio per questo non raggiungendo, a causa delle campagne militari e delle attività politiche, attraverso cui ottenne il potere, nell’arte oratoria la supremazia a cui la natura lo portava. Egli allora poi in risposta al Catone di Cicerone si scusa che non si possono mettere a confronto l’eloquio di un soldato con l’abilità di un oratore naturalmente disposto e che ha praticato la scuola per parecchio tempo. (by Stuurm)