Confronto tra Demostene e Cicerone VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro np

Δημοσθένης μὲν εἰς τὸ ῥητορικὸν ἐνέτεινε πᾶν ὅσον εἶχεν ἐκ φύσεως ἢ ἀσκήσεως λόγιον, ὑπερβαλλόμενος ἐναργείᾳ μὲν καὶ δεινότητι τοὺς ἐπὶ τῶν ἀγώνων καὶ τῶν δικῶν συνεξεταζομένους, ὄγκῳ δὲ καὶ μεγαλοπρεπείᾳ τοὺς ἐπιδεικτικούς, ἀκριβείᾳ δὲ καὶ τέχνῃ τοὺς σοφιστάς· Κικέρων δὲ καὶ πολυμαθὴς καὶ ποικίλος τῇ περὶ τοὺς λόγους σπουδῇ γενόμενος, συντάξεις μὲν ἰδίας φιλοσόφους ἀπολέλοιπεν οὐκ ὀλίγας εἰς τὸν Ἀκαδημαϊκὸν τρόπον, οὐ μὴν ἀλλὰ καὶ διὰ τῶν πρὸς τὰς δίκας καὶ τοὺς ἀγῶνας γραφομένων λόγων δῆλός ἐστιν ἐμπειρίαν τινὰ γραμμάτων παρενδείκνυσθαι βουλόμενος.

TRADUZIONE Demostene indirizzò all'arte della parola tutte le sue doti naturali e quelle acquisite con l'esercizio, e superò in abilità e efficacia quanti si misurarono con lui nei dibattiti politici e processuali, in solennità e magnificenza gli oratori epidittici, in precisione e artificio i retori. Cicerone invece, che con il suo impegno nell'eloquenza divenne ricco di varia e profonda cultura, ha lasciato non poche composizioni propriamente filosofiche di impostazione accademica; comunque anche dai discorsi scritti per i dibattiti politici e per i tribunali, appare chiaro che vuoi mettere in evidenza la sua conoscenza della letteratura.