Preparativi di guerra Livio vari libri

Marcello, a questa notizia, colma d'elogi i senatori, e, prima che un qualche movimento scoppi, si decide a tentare la sorte del combattimento. Divide il suo esercito in tre corpi, e li piazza sulla tre grandi porte che guardano il nemico: fa trasportare i suoi bagagli, e da ordine che i domestici, i vivandieri e i malati portino le palizzate. Sulla porta centrale, piazza il fior fiore delle legioni e i cavalieri romani; sulle altre due, le nuove leve, i soldati armati alla leggera e la cavalleria degli alleati. Proibisce agli abitanti d'avvicinarsi alle mura e alle porte; e per paura che le legioni, una volta iniziato il combattimento, cadano sul bagaglio, lo fa custodire da alcune truppe specializzate in questo compito. Così preparati, i Romani stavano sull’attenti all’interno delle porte. Annibale, che aveva passato sotto le armi una gran parte della giornata (cosa che faceva da qualche giorno), si stupì prima che l'esercito romano non uscisse, e poi che nessun soldato comparisse sui bastioni. Persuasosi infine che i suoi accordi con il popolo fossero state scoperti; e che la paura fermasse i Romani, rinvia all’accampamento una parte delle sue truppe, con l'ordine di portare in fretta e furia, sul fronte dell'esercito, tutto ciò che necessitava per un assalto, sicuro che se l’avesse incitato in questo momento d'esitazione, si sarebbe levato in città un qualche movimento tra il popolo

Versione latino Preparativi di guerra dal libro Ianua