Olim magno divitique regi filius erat semper maestus et tristis Tum rex clarum vatem de filii aegritudine consuluit et vates hoc responsum dedit: «Filius tuus, qui iam omnia habet, alia exoptat quae  habere non potest. Filii tui tunicam cum tunica hominis beati, sua sorte contenti, muta: tum et filius tuus beatus erit». Itaque rex per omnes regni sui terras properavit quaerere hominem beatum, sua sorte contentum. Multos homines recensuit, qui beati videbantur, omnes interrogavit sed nullum hominem contentum invenit, quia omnes bona aliena cupiebant et aliorum fortunae invidebant. Iam regis spes hebescere incipiebat, cum olim is, dum per agros apud regiam deambulat, forte  audit iucundum carmen iuvenis agricolae regentis  grave aratrum; statim ad iuvenem accedit et «Te - inquit - audivi iucunde canentem («cantare»); tu fortuna tua certe contentus es». Annuit iuvenis; tum rex ab eo tunicam emere petit, sed frustra: nam iuvenis agricola, sua fortuna contentus, tunicam non possidebat.

Un tempo, un re potente e ricco, aveva un figlio sempre malinconico e triste. Allora il re consultò un illustre indovino circa la malattia del figlio, e l'indovino dette questa risposta: "Cambia la tunica di tuo figlio con la tunica di un uomo felice, soddisfatto della propria sorte: a quel punto anche tuo figlio sarà felice." Allora il re si affrettò a ricercare per tutte le regioni del proprio regno un uomo felice, soddisfatto della propria sorte. Passò in rassegna molti uomini che apparivano felici, li interrogò tutti, ma non trovò nessun uomo appagato, perché tutti desideravano i beni altrui ed invidiavano la sorte degli altri. Un giorno il re, mentre passa per i campi nei pressi del palazzo reale, casualmente ode il piacevole canto di un giovane agricoltore che spingeva un pesante aratro; immediatamente si avvicina al giovane e dice: "Ti ho ascoltato cantare allegramente; tu di certo sei soddisfatto della tua sorte."Il giovane fa cenno di sì. Allora il re chiede di comprare la tunica di quello, ma invano: infatti il giovane agricoltore soddisfatto della propria sorte non possedeva una tunica.