Olim apud rivi ripam Hercules et sponsa Deianira Nexum centaurum invenerunt: Nexus captus est puella eximia forma et violare temptavit. Tum Hercules accurrit et centaurum sagitta interfecit. Nexus ante obitum Deianirae tunicam dedit et dixit: "Viro tuo tunicam dabis, si aliam puellam amabit, et statim ad te remeabit." Deianira centauro credidit et cum diligentia tunicam servavit. Post multos annos Hercules Iolem, filiam Ecaliae tyranni concubinam delegit. Itaque Deianira consilium Nexit memoravit et tunicam marito per famulum misit. Hercules tunicam induit, sed statim flammis laniatus est: nam tunica mortifera erat. Misera Deianira centauri antiquum dolum intelllexit, sed iam sero, et inter lacrimas gladio se interfecit.
Una volta presso la riva dei un ruscello Ercole e la sposa Deianira incontrarono Nesso il centauro: Nesso fu preso dalla straordinario aspetto della fanciulla e tentò di violentarla. Allora Ercole accorse ed uccise il centauro con una freccia. Nesso prima della morte diede una tunica a Deianira e disse: "daremo la tunica al tuo uomo (a tuo marito), se amerà un'altra fanciulla e egli ritornerà da te immediatamente." Deianira credette al centauro e conservò con cura la tunica. Dopo molti anni, Ercole nominò/scelse come sua concubina, Yole, la figlia del tiranno d'Ecalia. E così Deianira ricordò il consiglio di Nesso ed inviò, attraverso un servitore, la tunica al marito. Ercole indossò la tunica, ma subito fu dilaniato dalle fiamme: infatti la tunica era mortale/velenosa. La povera Deianira comprese l'antico inganno del centauro, ma ormai troppo tardi, e tra le lacrime si uccise con la spada.