Sic Plinius in sua epistula scribit de villa sua: "In pulchra regione est posita villa mea et circum aedes alti montes surgunt. Cacumina montium habent procera nemora magna vetustate. Frequens ibi et abundans et varia venatio est. Inde virides silvae descendunt nec pingues colles planis campis cedunt fertilitate et ubertate ingentesque fruges gignunt. In collibus vineae florentes per omnes latus patent. Prata molllia inde sunt. Tenaces agrorum glebas a bubus patientibus et fortibus aratris perfringuntur. Florida prata trifolium semper aliasque dulces herbas et teneras et molles et quasi novas alunt. Cunctas enim fruges nutriuntur perennibus rivis limpidis aquis. Nec tamen sunt paludes, quia omnes aquae terra vel absorbentur vel in Tiberim effunduntur. In omnibus agris grandia poma sunt, in collibus castaneae molles, in hortis et apud ripas rivorum flores vario colore et suavi odore."
Plinio in una sua lettera scrive così sulla sua villa: "In una bella regione è situatala mia villa ed intorno alla casetta sorgono alti monti. Le vette dei monti hanno delle alte selve di grande antichità. Qui c'è un una cacciagione variegata ed abbondante. Poi i verdeggianti boschi degradano e i pingui colli non cedono ai campi in fertilità ed in quantità e producono straordinari frutti. Sui colli sono accessibili vigne fiorenti per tutti i lati. I prati sono poi facili da lavorare/teneri. Le zolle di terra compatte vengono rotte dai pazienti buoi con gli aratri I Floridi prati sempre producono trifoglio e altre erbe dolci e tenere quasi appena spuntate (novas letteramente nuove) . Le messi infatti vengono tutte nutrite da limpidi ruscelli dalle acque perenni. Non ci sono tuttavia paludi poiché tutte le acque vengono o assorbite dalla terra o diffuse nel Tevere. In tutti i campi ci sono grandi pomi, sui colli (ci sono) tenere castagne, negli orti e presso le rive dei fiumi ci sono fiori di vario colore e odore soave.