Omnes fere Graeci, postquam Troiam expugnaverant, in patriam reverterunt; unus Ulixes, callidus vir Graecus insulaeque Itacae rex, Iunonis voluntate, diu in vasto mari erravit. In longo errore cum sociis in Siciliam quoque venit et ad Cyclopum insulam appulit. Cyclopes, feri gigantes, ingenti corporis vi praediti, sed unum oculum media fronte habentes, in horridis speluncis iuxta mare vivebant, salubrem pastorum vitam inter oves ducebant, piscibus vel ovium carne aut caseo famem exstinguebant, aqua et lacte sitim placabant. Ulixes cum duodecim comitibus ad speluncam Polyphemi, Neptuni filii, accessit; a spelunca aberat Cyclops quia ad pascua suum gregem duxerat.

Tutti i greco dopo che avevano espugnato Troia fecero ritorno in patria, uno, Ulisse, uomo greco astuto e re dell'isola Itaca, per volontà di Giunone errò a lungo per il vasto mare. Durante il lungo vagare giunse con i compagni anche in Sicilia e approdò sull'isola dei Ciclopi. I Ciclopi, feroci giganti, dotati di ingente forza del corpo, ma che avevano nel centro della fronte un occhio solo, vivevano in orride grotte vicino al mare, conducevano la vita salutare dei pastori tra le pecore, placavano la fame con i pesci o la carne delle pecore o con il formaggio, calmavano la sete con acqua e latte. Ulisse con dodici compagni entrà nella grotta di Polifemo, figlio di Nettuno; il Ciclope era lontano dalla grotta, perché aveva condotto il suo gregge ai pascoli.