Mercator, cum in remotas regiones migravisset ut mercaturas suas faceret, amico suo sic scripsit: «Navigatio secunda a diis data est, sed nautae meo malum accidit, quia in sentinam cecidit et crus eius fractum est. Attamen tibia parvo baculo et lino et pice restituta est et nauta post unam horam consueto gradu incedere potuit». Cum valde obstipuisset amicus et ad medicum venisset, epistulam ostendit, sed nulla causa tam miri remedii a medico inventa est. Tandem sic adfirmavit: «Certe in lino et pice occulta vi caro crurum reficitur et ossa restituuntur. Nam aliam causam tam repentinae valetudinis non invenio». Dum sic obstupent, subito a tabellario altera epistula portata est cum his (queste) verbis: «Nuper in mea epistula parva res omissa est: crus nautae ligneum erat».

Un mercante, poiché era migrato in regioni remote per svolgere i suoi mercanteggi, scrisse così ad un amico suo: “Ci fu data dagli dei una navigazione favorevole navigazione, ma ad un mio marinaio capitò un male, poiché egli cadde nella sentina e la sua gamba si fratturò. Però la tibia è stata sanata con un piccolo bastone con il lino e con la pece ed il marinaio dopo un'ora sola ha potuto camminare con la sua solita andatura”. Poiché l’amico si era molto meravigliato ed era andato da un medico, mostrò la missiva, ma nessuna spiegazione fu trovata dal medico a tanto miracoloso. Alla fine disse così: “Certamente con una occulta energia nel lino e nella pece la carne delle gambe si riforma e le ossa sono riparate”. Mentre si meravigliano così, presto viene consegnata un’altra lettera da un messaggero con queste parole: “Di recente nella mia lettera è stata omessa una piccola cosa: la gamba del marinaio era di legno”.