Ultimo vere Spurius Cassius ac Proculus Vergiunius, viri magnae virtutis, consules delecti sunt. A novis consulibus cum Hernicis foedus factum est: Hernicis pauci agri adempti sunt et Cassius consul dimidium Latinis, dimidium populo Romano divisit. Tum primum lex agraria promulgata est et deinde magnis seditionibus mutata est. Proculus largitioni resistebat et ideo a populo in contionibus vituperatus erat; nam consul dicebat: «Cassii munus infestum Romae est et civitas largitionem probat pravo cum iudicio. Sic regnum a Cassio consule petitur, sic rex dolum parat». Tamen Verginii verba civitatis magnae parti persuaserunt atque Cassius cum multis amicis muliereque propter suspicionem magna cum ferocia necatus est.

Sul finire della primavera Spurio Cassio e Proculo Virginio, uomini di grande valore, furono scelti come consoli. Dai nuovi consoli fu stipulato un patto con gli Ernici: furono sottratti pochi terreni agli Ernici e il console Cassio ne assegnò metà ai Latini e metà al popolo Romano. Allora fu promulgata per la prima volta una legge agraria e poi fu modificata per le grandi insurrezioni. Proculo [Virginio] si opponeva alla donazione e per questo era spesso biasimato dal popolo nelle assemblee; infatti il console diceva: "Il dono di Cassio è nocivo per Roma e la cittadinanza approva la donazione con un giudizio errato. In questo modo  dal Console Cassio viene colpito il regno, in questo modo il re prepara l'inganno". Tuttavia le parole di [Proculo] Virginio convinsero gran parte dei cittadini e Cassio fu ucciso con grande ferocia  con molti amici e con la moglie.

Versione tratta da Livio