Antiqui viri ignem in perpetuum servare nesciebant, itaque Prometheus in ferula ignem celat et in terras gerit. Quare Mercurius, deorum nuntius, in terram pervenit et Prometheum reprehendit: «Stulte Promethee, deos deasque offendis: nam divinum ignem diis deabusque subtrahis. Ob sacrilegium tuum in Caucaso ad saxum clavis ex ferro te deligabo. Fera aquila cor tuum vorabit sed paulo postea cor recrescet». Mercurius dura verba dicit, deinde alatis crepidis ad Olympum per caelum avolat. Denique Hercules non solum feram aquilam necat sed etiam Prometheum e saxo liberat.

Gli antichi uomini non sapevano conservare il fuoco continuamente (in eterno), e così Prometeo nasconde in una ferula il fuoco e la porta con sé sulla terra. Per la qual cosa Mercurio il messaggero degli dei arriva sulla terra e rimprovera Prometeo: "O stolto Prometeo, tu offendi gli dei e le dee: infatti sottrai il fuoco divino agli dei e alle dee. Per questo tuo furto ti incatenerò con catene di ferro (compl materia) ad una rupe sul Caucaso. Un'aquila selvaggia divorerà il tuo cuore ma dopo poco tempo il cuore ricrescerà." Mercurio pronuncia parole dure, poi vola via con le calzature alate attraverso il cielo verso l'Olimpo. Alla fine Ercole non solo uccide l'aquila selvaggia ma libera anche Prometeo dalla rupe.
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