Caesar avanculo a coniuratis interfecto, Augustus, cum Apollonia remeans Urbem ingrederetur, albente caelo, circulus orbem solis ambiit. Hoc prodigium monstravit Augustum omnium hominum clarissimum in hoc mundo esse et in eius tempore venturum esse eum qui ipsum solem mundumque totum et fecisset et regeret. Deinde in Sicilia receptis a Pompeio et Lepido legionibus, Augustus xxx milia servorum dominis restituit et quadraginta et quattuor legiones ad tutamen orbis terrarum distribuit ovansque Urbem ingressus omnia superiora populi romani debita donavit. In eodem tempore fontem olei largissimum de taberna per totum diem profluxisse constat. Quo signo declarata est futura Christi nativitas in diebus Augusti toto orbe regnantis: Christus enim lingua gentis eius in qua et ex qua natus est, Unctus, id est Israelis rex, interpretatur.
Dopo che fu ucciso lo zio dai congiurati, Cesare Augusto, sopravvivendo Apollonia, mentre entrava in Roma, sul far del giorno, il cerchio del sole girò attorno il cielo. Questo prodigio rivelò che Augusto fosse in questo mondo il più famoso di tutti gli uomini e che nel suo secolo sarebbe venuto colui che aveva fatto e governava lo stesso sole e tutto il mondo. Poi raccolte le legioni in Sicilia da Pompeo e Lepido, restituì 30 mila servi ai padroni e distribuì 44 legioni a difesa di tutta la terra e celebrando l’ingresso in Roma con ovazione condonò tutti i debiti precedenti del popolo romano. Nel medesimo tempo risulta che una fonte molto abbondante di olio dalla taverna scorreva per l’intero giorno. Con questo segno è stata palesata la futura natività di Cristo nei giorni di Augusto regnante di tutto il mondo. Cristo infatti la lingua della sua gente in cui e da cui è nato, intende L’Unto,