Die praestituta ad pugnam mane consules, animo repleti, in vasta planitie aciem tanta peritia instruxerunt ut equites confertis ordinibus omnes pedites protegerent. Victoriae spes Romanos excitabat et ii fide et precationibus animos ad deos advertebant. Milites enim pridie in medis castris Martis marmoream effigiem collocaverant, ei hostias immolaverant et eum obsecraverant ut perniciem ab exercitu averteret et huic res secundas concederet. Praeterea consules ante proelium oportunis verbis milites confirmabant, longam victoriarum seriem memorabant et eis spem in patriam reditus addebant. Denique tuba signum dedit et cum rabie fideque milites in hostes impetum fecerunt.

Fissato il giorno per la battaglia al mattino i consoli, pieni di coraggio, istruirono nella vasta pianura l'esercito schierato a battaglia con tanta perizia che i cavalieri a file serrate proteggevano tutti i fanti. La speranza di vittoria eccitava i romani e questi rivolgevano gli animi alle divinità con fiducia e preghiere. I soldati infatti il giorno precedente avevano collocato in mezzo all'accampamento l'immagine marmorea di Marte, gli avevano immolato vittime e lo avevano pregato di allontanare la rovina dall'esercito e di concedergli cose favorevoli. Inoltre i consoli prima della battaglia incoraggiavano i soldati con parole opportune, ricordavano la lunga serie di vittorie e gli aggiungevano la speranza del ritorno in patria. Infine la tromba diede il segnale e i soldati attaccarono i nemici con rabbia e fiducia.
(By Maria D. )