Interim Argilius quidam adulescentulus, quem puerum Pausanias amore venerio dilexerat, cum epistulam ab eo ad Artabazum accepisset eique in suspicionem venisset aliquid in ea de se esse scriptum, quod nemo eorum redisset, (qui super tali causa eodem missi erant) vincla epistulae laxavit signoque detracto cognovit, si pertulisset, sibi esse pereundum. Erant in eadem epistula, quae ad ea pertinebant, quae inter regem Pausaniamque convenerant. Has ille litteras ephoris tradidit. Non est praetereunda gravitas Latedaemoniorum hoc loco. Nam ne huius quidem indicio impulsi sunt ut Pausaniam comprehenderent, neque prius vim adhibendam putaverunt quam se ipse indicasset. Itaque huic indici, quid fieri vellent, praeceperunt. Fanum Neptuni est Taenari, quod violari nefas putant Graeci. Eo ille index confugit in araque consedit. Hanc iuxta locum fecerunt sub terra, ex quo posset audiri, si quis quid loqueretur cum Argilio. Huc ex ephoris quidam descenderunt. Pausanias, ut audivit Argilium confugisse in aram, perturbatus venit eo.

Frattanto un certo giovinetto di Argilo, il fanciullo che Pausania aveva amato di un amore impuro, avendo ricevuto una lettera da lui presso Artabazo ed essendogli giunto in sospetto che in quella era stato scritto qualcosa su di sé, dato che nessuno di coloro, che erano stati inviati proprio là per tale motivazione, aveva fatto ritorno, allentò i vincoli dell'epistola (aprì la lettera) e strappato il sigillo scoprì che, se fosse stata svelata, egli sarebbe dovuto essere distrutto. C'erano in quella stessa epistola, quelle notizie che riguardavano quelle cose, che erano convenute tra il re e Pausania. Quello consegnò la lettera agli efori. Non si deve dimenticare La severità degli Spartani in tale situazione. Infatti non furono spinti neppure dalla denuncia di questo, a catturare Pausania, e reputarono che non bisognasse applicare la forza prima che egli stesso si denunciasse. E così suggerirono a quel denunciatore, cosa avessero voluto che si facesse. A Tenaro c'è il santuario di Nettuno, che i Greci pensano che non sia lecito che sia violato. Quel denunciatore si rifugiò in quel luogo e si sedette sull'altare. Lo gettarono nei pressi del luogo sottoterra, da cui si poteva udire, se qualcuno diceva qualcosa (colloquiava) con l'Argilo. Alcuni degli efori discesero là. Pausania, come udì che Argivio si era rifugiato sull'altare, sconvolto giunse là.
(By Vogue)

Versione tratta da Cornelio Nepote