Inzia: Quidam Demaratus Corinthius, cum Cypselum, suae patriae tyrannum, fere non posset ...
Finisce: ... cunctis populi suffragiis rex creatus est.

Un certo Demarato di Corinto, non potendo sopportare Cipselo, tiranno della sua patria, scappò con molto denaro ed andò in Etruria a Tarquinia. Poichè fu accettato fra i cittadini dai Tarquiniesi, pose il suo domicilio in quella città e da una donna Tarquiniese fece nascere due figli e li allevò in tutte le arti. Dopo che furono morti morti Demarato e il figlio maggiore, il minore si trasferì a Roma e fu accettato facilmente in città per la sua umanità e cultura. Lì divenne così intimo del re Anco Marzio da essere ritenuto partecipe di tutte le decisioni e quasi socio del regno. Pertanto, quando Anco Marzio morì, fu nominato re con tutte le votazioni del popolo.