Cum deinde Marius Romam revenisset, cum Sulla se imperio in Mithridatico bello contendit victusque in Africam fugit. Postea, absente Sulla, In Italiam revertit Romamque cum exercitu petivit, eam caedibus et rapinis vastavit, omnes nobiles adversae factionis variis suppliciorum generibus affecit; quinque dies totidemque noctes ista scelerum omnium licentia duravit. Hoc tempore admirabilis fuit populi Romani abstinentia: cum enim Marius abiecisset domos occisorum diripiendas, nullus civis fuit, qui ex his ullam rem attingeret. Tandem Marius senio et laboribus confectus in morbum incidit, et ingenti omnium laetitia, victma finivit. Ille enim cum rem pubblicam contra hostes virtute servaverat, tum eam togatus ambitione evertit.

Poiché Mario ritornò a Roma, mentre Silla mentre era al potere supremo nella guerra Mitridatica combatteva con Silla e fu vinto fuggì in Africa. In seguito, mentre Silla era assente, ritornò in Italia e si diresse con l’esercito a Roma, la devastò con stragi e rapine, sottopose tutti i nobili del partito contrario a vari generi di supplizi; codesto abuso di ogni delitto durò cinque giorni e altrettanti notti. In questo periodo la temperanza del popolo romano fu ammirevole: benché Mario infatti avesse gettato giù le case degli uccisi per saccheggiarle, non ci fu alcun cittadino, che da quelle abbia toccato qualcosa. Infine Mario sfinito dagli anni e dalle fatiche cadde malato, e con grande gioia di tutti, morì come una vittima. Egli infatti da un lato aveva conservato lo Stato con coraggio contro i nemici, dall’altro per l’ambizione della toga lo sovvertì.