Antiquae Romanae feminae pudicitiam summam servabant et dissolutos mores trans maria vigentes respuebant. Matronae contentae uno matrimonio erant; existimabant signum puri et magni animi nescire relinquere cubile ubi virginitatem deponebant. Vinum feminis ignotum erat: nam parvum est intervallum ab altari Bacchi, intemperantiae patris, ad altare Veneris, impudicitiae patronae. Verum matronarum pudicitia haud maetra erant aut horrida, sed honestum comitatis genus habebat. Nam mariti uxoribus permittebant monilia ex auro ex argento, donabantque vestes multuas purpureas pretiosaque. Feminae summa cum diligentia etiam capillos cinere rutilabant: ita feminarum forma compta et pulchra erat.

Le antiche donne romane preservavano una totale pudicizia e respingevano i costumi dissoluti che vigevano al di là dei mari. Le matrone erano soddisfatte con un solo matrimonio: ritenevano un segno di purezza e di grande animo non poter abbandonare il letto dove deponevano la verginità. Alle donne il vino era sconosciuto. infatti è piccolo lo spazio dall'altare di Bacco, padre dell'intemperanza, all'altare di Venere, signora dell'indecenza. Ma la pudicizia delle matrone non era ne triste ne orribile, ma aveva l'onesto lignaggio della signorilità. Infatti i mariti permettevano alle mogli monili d'oro e d'argento e donavano loro molte vesti purperee e preziose. Le donne con molta diligenza tingevano di rosso i capelli con la cenere: così l'aspetto delle donne era elegante e bello.