Ipse Trimalchio fundos habet, quantum milvi volant, nummorum nummos. Argentum in ostiari illius cella plus iacet, quam quisquam is fortunis habet. Familia vero - babae babae! Nec est quod putes illum quicquam emere. Omnia domi nascuntur: lanae, credrae, piper; lacte gallinaceum si quaesieris, invenies. Ad summam, parum illi bona lana nascebatur: arietes a Tarento emit et eos culavit in gregem. Mel Atticum ut domi nasceretur, apes ab Athenis iussit afferri; obiter et vernaculae quae sunt, meliusculae a Graeculis fient. Ecce intra hos dies scripsit, ut illi ex India semen boletorum mitteretur. Nam mulam quidem nullam habet, quae non ex onagro nata sit. Vides tot culcitras: nulla non aut conchyliatum aut coccineum tomentum (habet. Tanta est animi beatitudo
Trimalcione stesso possiede tanti fondi, quanto i nibbi sorvolano, e soldi su soldi. È stipato più argento nella stanza del suo portinaio di quanto chiunque abbia dei suoi beni. La famiglia in verità - oh, accidenti! Né esiste qualcuno che pensi che compri qualcosa. Tutto nasce in casa: lana, resine di cedro, pepe; se cercassi latte di gallina lo troveresti. Al massimo, a lui non arrivava abbastanza buona lana: ha comprato arieti da Taranto e li ha gettati nel gregge. Affinché si producesse in casa il miele Attico, ordinò di importare api da Atene; incidentalmente e per essere nazionali/romane, diventano un pò migliori di quelle dei Grechetti. Proprio in questi giorni ha scritto che gli mandino semi di funghi dall'India. In verità infatti non possiede neppure una mula che non sia nata da un asino selvatico. Vedi tanti materassi/guanciali: nessuno ha una imbottitura che non sia di porpora o scarlatto. Tanto grande è la felicità dell'animo!