Laocoon sacerdos in Troiae litore Neptuno ingentem taurum mactabat, cum repente e mari duo angues emerserunt et ad litus contenderunt. Eorum capita undas superabant, terga immensa interfluctus multis voluminibus se inflectebant, oculi ardebant, linguae minaces vibravant. Troiani omnes horribili visu territi sunt et in urbem confugerunt. An fues sine mora Laocoontem petiverunt et primum corpora filiorum implicaverunt eorumque artus morsibus laniaverunt; deinde sacerdotem, qui filiis auxilio venerat, corripuerunt et spiris ingentibus ligaverunt. Miser, dum manibus nodos divellere tendet, clamores horrendos ad sidera tollebat, sicut taurus mugitus edit, cum saucius ex ara fugit et securem e cervice escutit. Denique serpentes ad arce Troiae contenderunt, in aedem Minervae inierunt et sub peedibus statuae deae delituerunt.
Il sacerdote Laocoonte nel lido di Troia immolava a Nettuno un grande toro, quando all'improvviso emersero dal mare due draghi e marciarono verso il lido. Le loro teste superavano le onde, le spalle immense si flettavano tra i flutti con molti vortici, gli occhi ardevano, le lingue minacciose vibravano. Tutti i Troiani furono spaventati dall'orribile vista e fuggirono in città. I draghi senza indugio aggredirono Laocoonte e prima cinsero i corpi dei figli e sbranarono i loro arti con morsi; infine presero il sacerdote, che era giunto in aiuto ai figli e lo legarono con abbondanti spire. Il misero, mentre cercava di sciogliere i nodi con le mani, elevava agli astri orrende grida, come se il toro emanasse un muggito, quando fuggì ferito dall'altare e tolse la scure dalla testa. Infine i draghi marciarono verso la rocca di Troia, entrarono nel tempio di Minerva e nascosero sotto i piedi della statua della dea.