Olim aestate cicada in frondosa silva suaviter canit, laboriosa formica contra alacriter cursat, assidue laborat et mira cun sollertia magna escarum copiam cumulat. Cicada pigra et improvida est: non solum vitam otiosam et sine curis ducit, sed etiam formicae diligentiam ita vituperat: «Stulta formica, cur vitam in operis maceras? Ego autem in umbra requiesco, otiosam vitam ago et agricolas delecto». Sedula formica cicadae insolentiam non curat et in opera sua procedit. Cum postea procellae totam silvam quassant, herbae siccant et hiems venit, provida formica in latebra tranquilla et laeta vivit, cicada contra neglegentia sua escam non habet et formicam ita implorat: «Da, amica mea, paucas micas famelicae cicadae». Sed formica sic respondet: «Antea canebas, nunc salta»,
Un giorno d'estate una cicala canta soavemente in un bosco frondoso, al contrario una formica corre qua e là e lavora assiduamente e con gande abilità accumula una grande quantità di cibi. La cicala è pigra ed imprudente: non solo conduce una vita oziosa e senza affanni ma rimprovera così la previdenza della formica: "Sciocca formica perché ti indebolisci fisicamente nelle attività. Io invece riposo nell'ombra, conduco una vita oziosa e diletto i contadini". La diligente formica non si cura dell'insolenza della cicala e prosegue nella sua attività. Quando in seguito le tempeste abbattono tutto il bosco, le piante (si) seccano e l'inverno arriva, la previdente formica vive tranquilla nella tana, la cicala al contrario per la sua negligenza non ha cibo e implora così la formica: "concedi, amica mia, poche briciole alla cicala affamata." Ma la formica risponde così: "Prima cantavi, ora balla (salta)".
(By Vogue)