Manius Curius Dentatus primo de Samnitibus triumphavit, quos usque ad mare superum perpacavit. Legatis Samnitumaurum offerentibus, cum ipse in foco rapas torreret: «Malo – inquit –haec in fictilibus meis esse et aurumhabentibus imperare». Cuminterversae pecuniae argueretur, guttum ligneum, quo uti ad sacrificia consueverat, in medium protulit iuravitque se nihil amplius de praeda hostili domum suam convertisse. Aquam Anienem de manibus hostium in urbem induxit. Tribunus plebis patres auctores fieri coegit comitiis, quibus plebei magistratus creabantur. Ob haec merita domus ei apud Tiphatam et agri iuger a quingent a publice data.

Manio Curio Dentato prima di tutto trionfò sui Sanniti, che pacificò fino all'Adriatico. I legati dei Sanniti offrendogli dell'oro, mentre egli stesso bruciava delle rape sul fuoco, disse: "Preferisco che ci siano queste cose nei miei piatti d'argilla che comandare su quelli che hanno l'oro". Essendo accusato di denaro corrotto, portò al centro un'ampollina di legno, che era solito utilizzare per i sacrifici, e giurò che non aveva mutato nella propria casa niente di più dal bottino nemico. Condusse dalle mani dei nemici in città l'acqua dell'Aniene. In qualità di tribuno della plebe costrinse i padri a divenire fautori relativamente ai comizi, grazie ai quali venivano eletti i magistrati della plebe. Per tali meriti gli furono attribuiti pubblicamente una casa presso tifata e cinquecento iugeri di campo.
(By Maria D. )

Versione tratta da Aurelio Vittore