Lepus ab aquila opprimitur et graviter flet; magna insolentia passer miserum animal obiurgabat et acerbis verbis dicebat: " O stulte lepus, ubi est nota pernicitas tua? Cur ( Perchè? ) ita cessaverunt pedes tui? Citum animal certe non es, sed calliditate quoque cares et nunc poenas stultitiae tuae merito solvis". Dum ( mentre ) passer miserum leporem sic monet, necopinatus accipiter de caelo rapide descendit nec obsecrationibus lamentationibusque stulti passeris aurem praebuit, sed aviculam rapuit et devoravit. Tum lepus semianimus passeri dixit: " Tu modo securus mala mea irridebas, nunc fatum tuum deploras

Una lepre è umiliata da un’aquila e piange a dirotto, con grande arroganza il passero rimproverava il misero animale e diceva con aspre parole “o stolta lepre, dov’è la tua nota velocità? Perché le tue zampe hanno indugiato (perfetto che si può tradurre con indugiarono o hanno indugiato) certamente non sei un animale veloce ma sei privo anche di astuzia così adesso paghi il fio (poenas solvit =pagare il fio) meritatamente della tua stoltezza. Mentre il misero passero ammonisce così la lepre improvvisamente un falco rapidamente discende dal cielo e non prestò attenzione (qui letteralmente è perfetto ma in italiano sta meglio NON PRESTA ATTENZIONE) nemmeno alle suppliche e ai gemiti dello sciocco passero ma rapì (letteralmente è perfetto ma in italiano sta meglio il presente RAPISCE) e divorò (letteralmente è perfetto ma in italiano sta meglio DIVORA) l’uccellino. Allora la lepre disse al passero mezzo morto (morente) “Tu senza timore ti beffavi delle mie sventure ora rimpiangi il tuo fato. ”

Verbi
Obprimo (terza persona singolare passivo presente)
Fleo 83 persona presente attivo)
Obiurgo (3 persona imperfetto attivo)
Cesso (e plurale perfetto attivo)
Sollvo
Caro
Moneo
Discendo
Rapio
Irrideo
praebeo