Psittacus avis Indiae avis est; instar illi minus quam columbarum, sed color non columbarum; non enim lacteus ille vel liidus vel utrumque, subluteus aut sparsus est, sed color psittaco viridis et intimis plumulis et externis palmulis, nisi quod sola cervice distinguitur. Discit loqui autem statim pullus usque ad duos aetatis suae annos; senex autem captus et indocilis est et obliviosus. Id vero, quod didicit, ita similiter nobis canit vel potius eloquitur, ut, vocem si audias, hominum putes. Si doces «Ecce», ille pronuntiat «Ecce», si «Hem», ille repetit «Hem». Verum psittăcus nihil aliud quam quod didicit pronuntiat. Si convicia docueris, conviciabitur diebus ac noctibus perstrepens maledictis: hoc illi carmen est, hanc putat cantionem. Ubi omnia quae didicit maledicta percensuit, denuo repetit eandem cantilenam. Si carere convicio velis, lingua excidenda est, aut quam primum in silvas suas remittendus est.
Il pappagallo è un uccello dell'India; esso ha una grandezza più piccola delle colombe, ma il colore non è delle colombe; infatti quello non è candido o scuro o entrambi, è giallastro o a chiazze, il pappagallo ha il colore verde sia sulle piccole piume interne sia sui palmi esterni, eccetto ciò che si distingue sulla soltanto sul collo. Fin da piccolo impara subito a parlare fino a due anni della sua vita; invece se viene preso vecchio è indocile e smemorato. Ciò che in verità ha imparato, lo canta così simile a noi o piuttosto lo esprime, che, se udissi la voce, potresti reputarla di uomini. Se lo istruisci quello pronuncia: "Ecco ecco, ecco", quello ripete "Oh oh". Il pappagallo pronuncia veramente soltanto ciò che ha imparato. Se gli avrai insegnato gli schiamazzi, schiamazzerà di giorno e di notte strepitando in merito a cose dette male: lui ha una certa melodia, la reputa una canzone. Non appena passa in rassegna tutte le cose dette male che ha appreso, ripete di nuovo questa stessa cantilena. Se volessi liberarti del clamore, bisognerebbe tagliargli la lingua, o bisognerebbe quanto prima rimandarlo nei suoi boschi.
(By Maria D.)
Versione tratta da Apuleio