Lupus in cubiculo suo praedam multam congregabat ad hiemale tempus, quia hieme etiam lupus nullam bestiolam in silvis invenire potest. Vulpecula, cum id cognoscit, venit ad lupi cubiculum et humiliter ei dicit: “Amice lupe, valde maesta sum quia iam diu te non video. Valesne?" Ei lupus respondet: "Tu sollicita es non de me, sed de praeda mea - id certe scio - nam tu cibum meum rapere temptas”. Irata vulpecula lupum relinquit, ad armentarium contendit eique dicit: "Hodie inimicum gregis tui tibi tradam!”. Ei armentarius respondet: "Si tu hoc facies, ego tibi quod cupis donabo". Tunc ea lupi cubiculum ostendit armentario qui lancea eum interficit eiusque praedam vulpeculae donat. Sed paulo post armentarius, qui venatum it, vulpeculae occurrits et eam lancea interficit. Fabula docet: qui aliis obest, alios timere debet.
Un lupo riuniva per il tempo invernale nella propria tana un bottino molto grande perché d'inverno anche il lupo non può trovare alcuna bestiola nelle selve. Una piccola volpe, quando venne a sapere ciò, giunse alla tana del lupo e gli disse umilmente: "Amico lupo, sono molto triste perché non ti vedo già da tempo. Forse non stai bene?" Il lupo gli rispose: "Tu sei sollecita non per me, ma per la mia preda - lo so certamente - infatti tu hai provato a portare via il mio cibo". Adirata la piccola volpe lasciò il lupo, si diresse presso il pastore d'armento e gli disse: "Oggi ti consegnerò il nemico del tuo gregge!". Il pastore d'armento gli rispose: "Se tu farai ciò, io ti donerò ciò che desideri". Allora quella mostrò la tana del lupo al pastore d'armento il quale lo uccise con una lancia e donò la sua preda alla piccola volpe. Ma poco dopo il pastore d'armento, che andò a cacciare, andò incontro alla piccola volpe e la uccise con la lancia. La favola insegna: colui che danneggia gli altri, deve temere gli altri.
(By Maria D. )