Cervus olim, siti compulsus, ad fontem venit viditque in lympharum speculo imaginem suam. Tum laetus ac superbus pulchritudine sua, omnes sui corporis partes aspiciebat et praesertim cornuum longitudinem ac firmitatem laudabat, nimiam autem tenuitatem crurum vituperabat. Sed subito per aerem venatorum voces canumque latratus resonuerunt. Tum cervus terroris plenus fugere ac tutas latebras quaerere coepit: per agros advolavit, donec in densam silvam pervenit, ubi cervi cornua arborum ramis implicata sunt et miserum animal fugere non amplius potuit. Mox canes invenerunt et venatores sagittis transfixerunt. Tum cervus semianimis: «Quam stultus fui! - inquit - Crura mea enim contempsi, sed mihi utilia fuerunt; cornua autem laudavi, sed mortis meae causa fuerunt». Sic in ruinam incurrunt stulti qui utilia contemnunt, inutilia laudant.
Una volta un servo, spinto dalla sete giunse ad una fonte e vide la sua immagine nello specchio delle acque. Allora lieto e superbo per la sua bellezza, osservava tutte le parti del suo corpo e soprattutto lodava la lunghezza e la robustezza delle corna e criticava invece l'eccessiva sottigliezza delle zampe. Ma all'improvviso risuonarono per l'aria le voci dei cacciatori e i latrati dei cani. Allora il cervo pieno di terrore iniziò a fuggire e a cercare nascondigli sicuri: ad affrettarsi per i campi, fino a che giunse in un bosco fitto, dove le corna del cervo si impigliarono ai rami degli alberi e il povero animale non potè più fuggire. Subito dopo i cani i cani lo trovarono ed i cacciatori lo trafissero con le frecce. Allora il cervo morente: "Quando sono stato sciocco!"- disse - infatti ho disprezzato le mie zampe, ma mi sono state utili; ho lodato invece le corna, ma sono state la causa della mia morte." Così corrono vanno verso la rovina gli sciocchi che disprezzano le cose utili e lodano le cose inutili.
(By Vogue)
ALTRE VERSIONI DI LATINO SU QUESTO SITO CON LO STESSO TITOLO MA DIVERSE