Aeneas et Sibylla ibant obscuri sub nocte per urbam et per domos vacuas et inania regna Ditis, quale in silvis est iter per incertam lunam sub luce maligna, ubi nox atra abstulit colorem rebus. In primis faucibus Orci, ante apsum vestibulum, luctus et ultrices Curae posuere sua cubilia, pallentesque habitant Morbi tristique Senectus et Metus et Fames ac turpis Egestas, formae terribiles visu, et letum et Labor. Tum Sopor, consanquineus Leti et mala Gaudia mentis mortiferumque Bellum et Discordia demens. In medio pandit ramos annosaque brachia ulmus opaca, ingens: ibi sedem tenent Somnia vana et haerent sub foliis. in foribus stabulant Centauri et centumgeminus Briareus, flammisque armata Chimaera et Gorgones Harpyiaeque. Hic aestuat gurges turbidus caeno; Charon, portitor horrendus terribili squalore, servat aquas et flumina
Enea e la Sibilla se ne andavano incerti durante la notte per la città e per le case vuote ed i regni desolati di Dite, qual è il percorso nei boschi per l'incerta luna sotto la luce fioca, dove l'oscura notte ha sottratto il colore alle cose. Nelle prime fauci dell'orco, davanti allo stesso vestibolo, posero i loro giacigli il lutto e le furie degli affanni, e abitano le pallide malattie e la triste vecchiaia e la paura e la fame e la turpe Povertà, forme terribili a vedersi, e la morte e la fatica. Poi il torpore, consanguineo della morte e le maligne gioie della mente e la mortifera guerra e la folle discordia. Al centro un ingente olmo opaco distende i rami e le vecchie braccia: qui hanno la sede i vani sogni e aderiscono sotto le foglie. Sulle porte dimorano i Centauri e Briareo dalle 100 braccia, e la Chimera armata di fiamme e le Gorgoni e le Arpie. Qui ribolle un gorgo torbido di fango; Caronte, orrendo nocchiero di orribile squallore, presiede le acque e i fiumi. (By Maria D.)